Il ristoratore Luca Pantani, 38 anni, da nove è in Sudafrica
Il ristoratore Luca Pantani, 38 anni, da nove è in Sudafrica
Da nove anni vive a Città del Capo, in Sudafrica, dove guida il più famoso ristorante italiano della città ‘Trattoria The Cousins’ inoltre si prende cura di una sessantina di bambini delle baraccopoli insegnando loro lo skateboard. Grande amante di surf e kitesurf, Luca Pantani, 38 anni, di Savignano, dopo avere girato il mondo, nel 2012 è andato a Città del Capo. Ora con la moglie psicologa e il figlio è tornato a Savignano dove vivono i genitori Riccardo e Luisa e il fratello...

Da nove anni vive a Città del Capo, in Sudafrica, dove guida il più famoso ristorante italiano della città ‘Trattoria The Cousins’ inoltre si prende cura di una sessantina di bambini delle baraccopoli insegnando loro lo skateboard. Grande amante di surf e kitesurf, Luca Pantani, 38 anni, di Savignano, dopo avere girato il mondo, nel 2012 è andato a Città del Capo. Ora con la moglie psicologa e il figlio è tornato a Savignano dove vivono i genitori Riccardo e Luisa e il fratello Filippo. L’8 luglio ripartirà.

Perchè ha scelto di andare a vivere a Città del Capo?

"Fin dal primo giorno mi innamorai di questa città, subito rimasi due mesi. Poi tornai a casa, poco dopo sono ritornato in Sudafrica dove ho realizzato tutti i miei sogni".

Lei è un quotato ristoratore. "Insieme a due soci abbiamo creato una trattoria con un centinaio di posti, una ventina di dipendenti, si mangiano solo piatti romagnoli. Facciamo nove tipi di pasta fresca a mano che è il nostro punto forza e di cui siamo leader, sempre con il tutto esaurito. Poi carne e pesce, come da noi in Romagna".

Il vostro segreto?

" La nostra ospitalità italiana e le ricette di mia nonna Tina che oggi a 83 anni fa ancora la sfoglia con il mattarello".

Oltre alla ristorazione, da due anni lei è impegnato anche nel sociale.

Abbiamo fondato l’associazione ‘Project Kasi’, lavoriamo solo nelle baraccopoli dove creiamo spazi didattici in cui lo skatebaord ha un immenso potenziale. Portiamo i ragazzi fuori dai pericoli delle strade, delle gang che spesso arruolano i bambini creando teppisti. Diamo loro un luogo sicuro, costruendo la resilienza, psicologia positiva, una sana autostima e un buon ambiente familiare che non hanno a casa. Città del Capo è una delle città più violente al mondo". E’ venuto a Savignano anche per promuovere la sua associazione benefica e raccogliere fondi?

"Certamente. Abbiamo bisogno di tutti, sono centinaia i bambini che possono e devono essere salvati. Noi ce la mettiamo tutta, anche attraverso la trattoria. Vogliamo allargare i nostri interventi in favore dei minori chiediamo a tutti di aiutarci. Il progetto e l’idea nacquero tre anni fa da un ragazzo, Theo, del posto che, cresciuto in una baraccopoli. Si è salvato dalle grinfie della malavita grazie anche alla sua passione per lo skateboard. Noi siamo i suoi supporti. Chi vuole può contattarci via mail info@projectkasi.com oppure sul sito www.projectkasi.com tradotto anche in italiano".

e.p.