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12 mar 2022

"Agli amanti del grande schermo dico: ritrovate l’abitudine di tornare"

Paganelli: "Situazione critica, e le regole sullo streaming in Italia non aiutano. Ma dobbiamo ripartire"

Maurizio Paganelli, titolare dell’Aladdin
Maurizio Paganelli, titolare dell’Aladdin
Maurizio Paganelli, titolare dell’Aladdin

Maurizio Paganelli, gestore della multisala Aladdin, che aria si respira all’interno dei cinema?

"La situazione è complessa, inutile negarlo. La nostra è stata una delle categorie più colpite dai decreti anti-Covid, a partire dalle lunghe chiusure, fino ai vari divieti come per esempio quello legato all’impossibilità di consumare cibi e bevande in sala".

Limitazione che è caduta nelle ultime ore.

"Per fortuna. Anche perché francamente oramai si può mangiare in qualunque contesto".

Dunque ora che torna la normalità si può ripartire.

"Si deve lavorare sodo per farlo, ma riuscirci non è affatto scontato, per lo meno nell’immediato".

Quali sono le criticità?

"Una su tutte: andare al cinema è un’abitudine. In passato si era consolidata, ora è stata rimossa da tanti. Bisogna farla tornare".

Come?

"Le case di produzione giocano un ruolo cruciale: lanciare sul mercato ottimi titoli è la benzina giusta della quale abbiamo bisogno oggi".

Con film come Batman si è sempre andati sul sicuro.

"Vero, i supereroi sono un filone intramontabile. Qualche anno fa la risposta del pubblico sarebbe stata ben diversa rispetto a quella attuale, che pure abbiamo registrato. Dobbiamo far ripartire l’effetto traino, quello che portava lo spettatore a comprare un biglietto per il colossal del momento, il ‘filmone’ che lo conquistava e che lo spingeva poi a tornare anche per godersi film meno di grido. Sempre con grande soddisfazione".

La concorrenza dello streaming domestico è fortissima.

"Dovremmo seguire ciò che accade in altri Paesi: in Francia un film che esce al cinema può essere diffuso sulle piattaforme streaming dopo almeno 150 giorni. Qui da noi non è così. E gli effetti si vedono".

Prospettive?

"In Italia su 3.600 sale cinematografiche, 500 non sono riuscite a superare la crisi pandemica. Segnale inequivocabile. Siamo a marzo, davanti a noi c’è qualche mese e poi arriverà l’estate, stagione da sempre di stand-by per questo settore. Settembre però è lontanissimo e aspettare l’autunno quando non siamo nemmeno in primavera sarebbe deleterio. Serve rimboccarsi le maniche ora, trasformando un ciclo vizioso in uno virtuoso. Partendo dal pezzo forte che nessuno sa ricreare: l’emozione che si crea mentre si spengono le luci e si accende lo schermo".

Luca Ravaglia

© Riproduzione riservata

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