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8 giu 2022

Alla Rocca quattro serate dedicate alla poesia romagnola

Il primo appuntamento sarà domani con la presentazione del libro di Sergio Pazzini tra figure folkloristiche e ricordi del passato

8 giu 2022
elide giordani
Cronaca
Il cortile esterno della Rocca in una delle serate estive di intrattenimento
Il cortile esterno della Rocca in una delle serate estive di intrattenimento
Il cortile esterno della Rocca in una delle serate estive di intrattenimento
Il cortile esterno della Rocca in una delle serate estive di intrattenimento
Il cortile esterno della Rocca in una delle serate estive di intrattenimento
Il cortile esterno della Rocca in una delle serate estive di intrattenimento

di Elide Giordani

La poesia, grazie all’organizzazione di Nicoletta Dall’Ara e all’impegno di Jazz Life, l’associazione che tiene le fila del cartellone estivo alla Rocca, accende di emozioni poetiche lo spazio dentro le mura della fortezza cittadina. Quattro serate e un evento caratterizzano il programma.

Le quattro serate sono dedicate di volta in volta ad alcuni poeti romagnoli che hanno saputo più di altri cogliere l’intimo sentimento che solo la poesia sa manifestare e comunicare; l’evento è la finale (23 luglio) del concorso nazionale di poesia ’La casa rossa’ che già da quattro anni porta a Cesena qualche centinaio di concorrenti che si contendono un premio che sta diventando ormai tradizionale tra quanti, in Italia e all’estero, si esercitano nel componimento poetico. Si comincia domani alle 21.15 (prima si può anche cenare nel punto ristoro della Rocca), con la presentazione de libro ’Lievito nel pane. La forza del ricordo’ (casa editrice Il Ponte Vecchio), del poeta originario di Savignano di Rigo e residente a Firenze, Sergio Pazzini.

La forza evocativa e vitale della poesia di Pazzini, affetto da cecità intervenuta negli anni e da una grave malattia degenerativa che gli ha tolto ogni autonomia ma non la lucidità del pensiero, ha l’incisività e la sensibilità di un animo dalle profondità contagiose. Con la lucidità di reminiscenze miracolosamente intatte poiché fisse nelle pupille della mente, Sergio porta per mano il lettore, con la delicatezza che gli è propria, nel suo paese mai dimenticato e mai davvero lasciato.

Le rime corrono, qualche volta irrompono, spesso sono musica lieve tra cui s’addentra, originale sottolineatura fonetica, il suono sincopato di alcuni versi in dialetto romagnolo a sottolineare un modo di dire, un detto che si recita da solo anche se la mente non va a cercarlo, un’espressione che nessuna traduzione renderebbe mai appieno. Con le sue rime Pazzini consegna al posteri figure originali e un po’ bizzarre del suo paese tra i calanchi, personaggi che più tipici di così non potrebbero essere e che nel loro andare in quel mondo rimasto arcaico, sono l’anima stessa della Romagna collinare. A piè di pagina cenni storici, spigolature e notizie che si sarebbero dette perdute, fanno di ’Lievito nel pane, la forza del ricordo’ un magnifico affresco poetico che è anche racconto antropologico. A presentare il libro Fabio Molari, poeta lui stesso e sindaco di Montiano. Introduce Nicoletta Dall’Ara.

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