Asfalto malandato su una strada del comprensorio (Foto Ravaglia)

Cesena, 13 giugno 2018 - Strade provinciali sempre più malandate e manutenzione che scarseggia, anzi in molti casi manca proprio. Così i sindaci del cesenate hanno preso carta e penna per scrivere al presidente della Provincia, Davide Drei, e per conoscenza al governatore Stefano Bonaccini e agli assessori regionali a Turismo e Infrastrutture, per sollecitare la soluzione di un problema che “inizia ad avere evidenti ripercussioni sulla cittadinanza e sul settore turistico del nostro territorio”.

Firmatari della lista sono i sindaci di: Bagno di Romagna, Marco Baccini; Cesena, Paolo Lucchi; Mercato Saraceno, Monica Rossi; Montiano, Fabio Molari; Sarsina, Enrico Cangini e Verghereto, Enrico Salvi. Il problema, scrivono i sindaci, non sono le frane e i fenomeni imprevisti che “seguono un percorso autonomo”, ma la mancanza di manutenzione ordinaria. “Stiamo assistendo – è la loro accusa –, al venire avanti di una prassi pericolosa, per non dire dannosa, volta alla chiusura ‘automatica’ della percorrenza di molte strade a causa dello stato in cui versano, rinunciando così a praticare quello sforzo di individuare soluzioni alternative, anche temporanee, ma che agevolino la popolazione dei cittadini e dei turisti nelle more di interventi più strutturati e risolutivi, ciò che invece dovrebbe rappresentare la linea di indirizzo di ogni Ente pubblico”.

Ed ecco, a supporto delle loro parole, alcuni casi specifici: “Abbiamo appena appreso – segnalano i primi cittadini - della chiusura al traffico per ciclisti e motociclisti della strada che collega la Toscana a Verghereto, rimasta peraltro l’unica via di collegamento con il territorio toscano, così come siamo a conoscenza dello stato di degrado della provinciale del Barbotto nel territorio di Mercato Saraceno, per la quale c’è il rischio di una interdizione di pari rango. E questi sono solo due esempi di una situazione ormai generalizzate che riguarda anche i territori di pianura”.

Ma “Questa situazione – chiudono i firmatari –, genera disagi e problemi per tutto quel tessuto economico che offre servizi ai turisti e che ancora combatte con le problematiche di vivere e svolgere attività nelle aree interne. Non solo. Ciò che emerge è anche un evidente danno all’immagine di un territorio che vuole sempre più contraddistinguersi per la vocazione al turismo lento, secondo quegli indirizzi che vengono sempre più condivisi a tutti i livelli, a partire da quelli regionali”.