Andrea Rossi sconfitto ma non domo: "Alternativa, ripartiamo dai civici"

L’ex candidato sindaco è rimasto fuori dal consiglio comunale dopo il flop dell’alleanza con Csn "La polarizzazione non ha favorito i moderati come noi. Basta coi personaggi troppo legati ai partiti" .

Andrea Rossi sconfitto ma non domo: "Alternativa, ripartiamo dai civici"

Andrea Rossi sconfitto ma non domo: "Alternativa, ripartiamo dai civici"

Dall’altare alla polvere: dal ballottaggio con Lattuca del 2019 al naufragio dell’alleanza tra Csn, Cambiamo e Italia Viva, con l’esclusione dal consiglio comunale per la sua lista civica Cambiamo che ha racimolato un misero 1,6%. Andrea Rossi, ex capo dell’opposizione, con appena 37 preferenze, raccoglie i cocci.

Andrea Rossi, vi eravate dati l’obiettivo del 10%.

"E anche quelllo di tre rappresentanti in consiglio comunale. Ci siamo invece fermati sotto il 7 con solo due consiglieri, risultato non soddisfacente".

A che cosa imputa questo risultato fallimentare?

"La polarizzazione generata dalle elezioni europee, con la contrapposizione tra Meloni e Schlein, non ha favorito le proposte più moderate e chi come noi si proponeva come alternativa alla destra e alla sinistra. Forse serviva più tempo, il nostro progetto, fatto di idee innovative e di proposte anche originali, sul piano comunicativo non è passato".

C’è qualcosa da salvare?

"La conferma in consiglio comunale del ‘nostro’ Castagnoli (ora in FdI, ndr) che, con quasi 900 preferenze, si candida come futuro punto di riferimento credibile per il centrodestra cesenate. Il secondo, sempre restando sui giovani, è la buona performance,della lista creata da Faggiotto che, su quelle cinquecento preferenze, può costruire un progetto civico più strutturato".

Il centrodestra è andato peggio delle previsioni.

"C’è un chiaro vincitore, Lattuca, e c’è un altrettanto chiaro sconfitto, il centrodestra che, cinque anni fa, con me candidato, prese il 34% mentre con Casali, é sceso al 26%. Si tratta di un -8% che, tradotto, vale un quarto di voti in meno. Una tragedia nonostante il formidabile traino nazionale, con la Meloni al Governo ed un partito che, alle elezioni europee, ha dimostrato di essere in grande salute".

Quali errori sono stati commessi?

"In primis nella scelta delle persone. A livello locale, i singoli fanno la differenza. C’era troppa distanza, secondo me, tra il territorio di Cesena e Fratelli d’Italia che ha puntato su una proposta politica troppo identitaria e ideologizzata. Avevo lanciato un appello ai dirigenti del centrodestra affinché si scegliesse un profilo civico, l’unico modo per dare continuità e coerenza ad un percorso che aveva portato al primo ballottaggio della storia di Cesena. Il centrodestra, invece, ha fatto scelte diverse e questi sono i risultati".

Come ricostruire?

"Occorre cambiare rotta, abbandonando persone e percorsi che sembrano aver fatto il loro tempo, troppo legati ai partiti e non inclusivi. Di certo, nella vita come in politica, nulla é eterno e verrà anche il giorno dell’alternanza. Per la prossima tornata elettorale azzardo un pronostico: il primo ballottaggio fra due donne per la sindacatura".

Le mancherà il consiglio comunale?

"Come non potrebbe, ma ci sono tanti modi di fare politica e sono pronto a dare il mio contributo a patto che ci sia un percorso credibile e inclusivo di alternanza".

re.ce.