I dipendenti Cmc: il portoghese Riccardo Pinella e il cesenate Andrea Ursoli
I dipendenti Cmc: il portoghese Riccardo Pinella e il cesenate Andrea Ursoli

Cesena, 29 novembre 2018 - Ore d'ansia in Kuwait per un cesenate dipendente della Cooperativa Muratori e Cementisti di Ravenna. Il responsabile amministrativo Andrea Ursoli, insieme al collega Riccardo Pinella (di origine portoghese) sono stati arrestati e poi rilasciati dalle autorità locali. Sono stati trattenuti in cella una decina d’ore senza una precisa accusa, anche se probabilmente le autorità locali volevano così far pressione sull’azienda ravennate accusata di non aver effettuato alcuni pagamenti a ditte locali.

AGGIORNAMENTO Andrea Urciuoli torna a casa

La ravennate Cmc è impegnata nella costruzione di un quartiere residenziale nel paese del Golfo e, secondo quanto emerso, negli ultimi tempi sarebbero emersi problemi di mancati pagamenti nei confronti di aziende sub-appaltatrici. A confermare la notizia all’agenzia di informazioni Agi è un altro dipendente di Cmc, Manlio Gualerni, da poco rientrato dal Kuwait il quale sostiene come le accuse siano false indicandole come un pretesto al solo scopo di trattenere i due nel paese per ottenere i pagamenti dalla cooperativa romagnola. L’emittente all-news regionale TR24 ha divulgato un filmato dove si vedono i due uomini rinchiusi in cella con a disposizione solo alcuni materassi adagiati sul pavimento.

La Farnesina è stata immediatamente informata dei fatti ed ha subito preso contatti con le autorità del luogo per risolvere la situazione. Nel giro di poche ore durante la notte la vicenda si è risolta in qualche modo con la liberazione dei due dipendenti dell’azienda ravennate, probabilmente il vero ‘obiettivo’ dell’azione intimidatoria delle autorità locali.

«Abbiamo il passaporto e il visto, adesso stiamo concludendo la documentazione per risolvere la situazione, è stata una cosa assurda» ha raccontato il cesenate Andrea Urciuoli. L’uomo, assieme al collega di origine portoghese Riccardo Pinella, è stato rilasciato ieri mattina dopo aver passato circa dieci ore in carcere per l’accusa di un’azienda locale di aver danneggiato alcuni macchinari.

«Ci trovavamo in cantiere per pagare quanto dovuto ai lavoratori – prosegue Urciuoli -– ed è lì che è intervenuta la polizia. Al momento le accuse nei nostri confronti sono venute meno, erano solo un pretesto, speriamo di poter tornare a casa entro una settimana. Quello che hanno fatto non sta né in cielo né in terra, i poliziotti parlavano solo in arabo non facendoci capire cosa stesse accadendo». Il cesenate ha aggiunto di voler ringraziare Cmc, le aziende del gruppo e le ambasciate italiana e portoghese per l’assistenza che è stata fornita durante la spiacevole vicenda.