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22 apr 2022

Auto fantasma, la battaglia dei truffati

Una famiglia di Savignano prepara la causa civile per avere il risarcimento

La concessionaria Andromeda
La concessionaria Andromeda
La concessionaria Andromeda

"Rivogliamo i nostri soldi". Tra le tante persone che hanno versato acconti per auto fantasma ad una concessionaria di Mantova i cui proprietari sarebbero spariti nel nulla dopo aver incassato i soldi, c’è anche una famiglia di Savignano, un cesenate e un forlivese che ora dopo le prime condanne hanno pensato di intraprendere una causa civile per ottenere i soldi indietro. Hanno versato dai 10 ai 20mila euro per comprare le auto dei loro sogni. "Si sono dimenticati di noi – scrivono i truffati riuntiti da due anni su un gruppo whatsApp – il mio avvocato dice che le cose andranno per le lunghe". Ma ora, a distanza di due anni, e dopo le prime condanne in tribunale, i truffati che non si sono costituiti parte civile nel processo penale hanno deciso di iniziare una separata causa civile per ottenere un risarcimento. Una pioggia di denunce arrivò due anni fa sul tavolo della procura di Mantova per quella truffa colossale di vendita di ‘auto fantasma’. Partirono subito indagini serrate sull’autosalone Andromeda di Mantova. A marzo di quest’anno le prime condanne. "Sono passati più di due anni e dei soldi nessuna traccia – spiega una coppia di Savignano, entrambi trentenni – noi abbiamo speso 18 mila euro per una Jeep Compass. Sembrava un affare. Abbiamo dovuto chiedere un prestito in banca, e c’è chi ha pagato anche 50mila euro. Abbiamo visto la macchina su internet e abbiamo versato un acconto, poi ci hanno chiesto l’intera somma e sono spariti. Siamo una famiglia modesta e non navighiamo nell’oro".

Annamaria Senni

© Riproduzione riservata

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