I balneari italiani tornano sulla graticola. La Commissione Europea ha inviato una lettera di messa in mora al Governo italiano per le concessioni balneari, che sono state rinnovate agli attuali concessionari sino al 31 dicembre 2033 in attesa del riordino dei canoni demaniali. Secondo il capodelegazione di Fratelli d’Italia al...

I balneari italiani tornano sulla graticola. La Commissione Europea ha inviato una lettera di messa in mora al Governo italiano per le concessioni balneari, che sono state rinnovate agli attuali concessionari sino al 31 dicembre 2033 in attesa del riordino dei canoni demaniali. Secondo il capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento Europeo, Carlo Fidanza, e il deputato Galeazzo Bignami (foto), questo atteggiamento è "vergognoso".

"In piena pandemia, con il settore turistico devastato – spiegano – la priorità dei burocrati di Bruxelles è tentare di distruggere il nostro settore balneare". E sotto accusa di Bignami e Fidanza c’è anche il governo Conte, che "sapeva del rischio da mesi e ha fatto finta di nulla, lasciando l’intero comparto esposto a sentenze fantasiose di diversi tribunali, che hanno indotto molti funzionari comunali a negare l’estensione prevista per legge. È facile pensare che, dopo questo passo, anche quelle amministrazioni che valutavano di estendere le concessioni, si fermeranno. Questo porterà migliaia di stabilimenti all’asta. Si compie il disegno di multinazionali e ambientalisti contro il lavoro e le imprese italiane. Vogliamo sapere se il Governo ha intenzione di reagire o lascerà ancora che tutto scorra verso il baratro".

Sulla costa di Forlì-Cesena ci sono 160 stabilimenti balneari, dei quali 120 a Cesenatico, il cui presidente Simone Battistoni è anche vicepresidente nazionale di Sib Confcommercio: "La procedura di infrazione – spiega – è preoccupante, ma siamo fiduciosi che il governo saprà spiegare all’Europa le motivazioni della proroga e difendere un modello turistico balneare che è unico nel mondo".

Giacomo Mascellani