Il piccolo Khadim Ndiaye col padre Mamadou, fornaio e residente a Savignano
Il piccolo Khadim Ndiaye col padre Mamadou, fornaio e residente a Savignano

San Mauro Pascoli, 6 gennaio 2019 - I carabinieri di Savignano, San Mauro Pascoli e della Radiomobile di Cesenatico stanno cercando di ricostruire la dinamica del terribile incidente stradale che ha portato alla morte Khadim Ndiaye, che avrebbe compiuto 4 anni il prossimo 23 gennaio. La prima tenera vita spezzata sull’asfalto nell’anno appena iniziato. L’incidente è accaduto venerdì pomeriggio 4 gennaio, poco dopo le 18, sulla provinciale 10 Cagnona, la strada che in vent’anni ha segnato centinaia di incidenti, una decina di morti e oltre cento feriti.

Khadim era in auto con il babbo sulla sua Audi A2 e procedevano direzione monte-mare. Mamadou a un certo punto ha fermato l’auto su una piazzola a destra della provinciale ed è sceso. Khadim che era seduto su un seggiolino regolare collocato nella parte destra anteriore, si è liberato, ha aperto lo sportello (non bloccato con la sicura), è passato davanti all’auto del babbo per attraversare la provinciale verso l’intersezione con via Palmezzano. Da monte stava però arrivando una Fiat Punto guidata da un 40enne di San Mauro che non ha potuto evitare l’investimento del bimbo, sbucato all’improvviso, scaraventandolo nel campo vicino e finendo la corsa nel fossato pochi metri più avanti. Nessun’altra auto è stata coinvolta. Si era parlato di un piccolo tamponamento e di una prima auto che aveva evitato il bimbo. Nulla di tutto questo. Subito sul posto sono arrivate tre ambulanze e l’automedica. Per 40 minuti il personale del 118 e il medico hanno cercato di rianimarlo, lo hanno trasportato a sirene spiegate all’ospedale Bufalini di Cesena, dove però ha cessato di vivere. All’ospedale è finito pure il babbo che ha accusato un malore e che poi è stato dimesso, ma ieri le sue condizioni non avevano ancora permesso ai carabinieri di interrogarlo. All’ospedale Bufalini è finito pure il 40enne di San Mauro Pascoli che l’ha investito, per alcune escoriazioni e per un malore. I medici lo hanno però tenuto ricoverato in osservazione in quanto non si è ancora ripreso dallo shock. Un malore anche per la mamma di Khadim giunta sul posto dove aveva perso la vita suo figlio. Tanti gli interrogativi. L’indagine dei carabinieri dovrà appurare anche la regolarità del seggiolino dal quale il bambino si è slegato con troppa facilità. Resta da capire perché l’uomo si era fermato (forse per un’urgenza fisiologica) e non si è accorto del figlio uscito dall’auto.

Per tutta la notte e la giornata di ieri attorno alla famiglia si è stretta la comunità senegalese, oltre 200 residenti a Savignano, quarta dopo albanesi, marocchini e cinesi. La famiglia del piccolo Khadim era giunta in Italia a Savignano nel 1999 e subito si era integrata con i savignanesi. Lo dimostra l’affetto che tutti hanno e stanno dimostrando alla famiglia. Il corpicino del piccolo Khadim ora si trova nella camera mortuaria dell’ospedale Bufalini di Cesena a disposizione dell’autorità giudiziaria che dovrà decidere se fare o meno l’autopsia e poi dare il nulla osta per i funerali. Khadim, la cui famiglia è di religione musulmana, verrà sepolto nel cimitero di Dakar in Senegal, nella città di origine dei genitori. Diverse famiglie senegalesi, italiane residenti a Savignano e nei comuni vicini e anche tanti titolari di attività e uffici hanno iniziato una raccolta di fondi per il trasporto della bara di Khadim in Senegal e poi per pagare i funerali.