I militari della Guardia di Finanza di Cesenatico
I militari della Guardia di Finanza di Cesenatico
di Paolo Morelli Per anni si è impossessato delle somme che aziende e professionisti gli affidavano per pagare tasse e imposte, fino a quando l’Agenzia delle Entrate ha chiesto conto dei mancati versamenti ai suoi clienti, i quali sono caduti dalle nuvole ritenendo che per conto loro avesse provveduto il revisore contabile nel quale riponevano piena fiducia. Il bubbone è scoppiato nel 2018, e le indagini della Guardia di Finanza di Cesenatico hanno appurato che Stefano Battistini, 69 anni, revisore contabile con studio ben avviato a Sant’Angelo di Gatteo, ma abitante sulle colline di...

di Paolo Morelli

Per anni si è impossessato delle somme che aziende e professionisti gli affidavano per pagare tasse e imposte, fino a quando l’Agenzia delle Entrate ha chiesto conto dei mancati versamenti ai suoi clienti, i quali sono caduti dalle nuvole ritenendo che per conto loro avesse provveduto il revisore contabile nel quale riponevano piena fiducia.

Il bubbone è scoppiato nel 2018, e le indagini della Guardia di Finanza di Cesenatico hanno appurato che Stefano Battistini, 69 anni, revisore contabile con studio ben avviato a Sant’Angelo di Gatteo, ma abitante sulle colline di Cesena, avrebbe truffato 39 aziende e professionisti, oltre all’Agenzia delle Entrate. La maggior parte dei clienti ha sede nel comprensorio del Rubicone, ma ce ne sono anche di altre zone. In totale, secondo la Finanza, il ‘buco’ creato ai suoi clienti dal revisore (che ha ammesso sostanzialmente gli addebiti relativi ai mancati versamenti delle somme che gli erano state affidate) sarebbe superiore a due milioni e mezzo di euro.

Oltre all’accusa di truffa aggravata ai danni dei clienti, la Procura della Repubblica di Forlì ha contestato al professionista, che operava con la società Sipa, dichiarata fallita dal Tribunale di Forlì un mese e mezzo fa su istanza del Monte dei Paschi di Siena Leasing & Factoring, i reati di evasione fiscale e autoriciclaggio.

Venerdì scorso Stefano Battistini, difeso dall’avvocato Umberto Calzolari, è comparso davanti al Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Forlì Giorgio Di Giorgio; il pubblico ministero Federica Messina ha chiesto il rinvio a giudizio, richiesta appoggiata da sette imprenditori che si sono costituiti parte civile per chiedere di essere risarciti del danno subito (qualcuno per centinaia di migliaia di euro): Danilo Bastoni di Gatteo (avvocato Gloria Scarpellini), Guerrier Arnaud di Savignano sul Rubicone (avvocato Alessandro Sarti), Maurizio Orlandi di Gatteo (avvocato Lorenzo Zavalloni), Denis Rinaldi di Gatteo (avvocato Massimiliano Baccilieri), Sereno Maggioli di Cervia (avvocato Massimo Terracina), agenzia di spettacoli Tema di Paolo Teti di San Mauro Pascoli ed Ermes Pepoli per l’Officina Globauto di Gatteo (avvocato Filippo Antonelli).

Altri imprenditori, pur essendo stati citati e aver preso parte all’udienza preliminare, non si sono costituiti parte civile, riservandosi eventualmente di intraprendere una causa civile, anche se del patrimonio di Stefano Battistini, anche a causa di tormentate vicende sentimentali, c’è rimasto poco e niente e pure la quota di un quinto della pensione è già stata messa sotto sequestro.

L’avvocato difensore Umberto Calzolari, avendo il suo assistito ammesso gli addebiti, ha chiesto che il processo venga celebrato col rito abbreviato, il che prevede una procedura più snella e la riduzione di un terzo della pena. Il giudice Giorgio Di Giorgio ha accolto la richiesta e ha fissato l’udienza per processare Stefano Battistini a venerdì 3 settembre prossimo.