Gaetano Vaini e la moglie Samantha
Gaetano Vaini e la moglie Samantha

Cesena, 26 giugno 2019 - “A tutti può capitare di cadere, la differenza la fa la risposta della comunità che c’è intorno a chi si trova a terra. Ho letto sul Carlino la storia di marito e moglie che si sono ritrovati a vivere in strada e ho deciso di intervenire per dar loro una mano”. Comincia così la telefonata di un cesenate che chiede di restare anonimo e che ieri mattina ha contattato la redazione dicendosi pronto a offrire un mese di alloggio in un hotel cittadino a Gaetano Vaini e alla moglie Samantha Bagnolini, costretti a vivere in strada da una decina di giorni dopo aver lasciato il loro appartamento in un residence della riviera nel quale non riuscivano più a pagare l’affitto.

Vaini e la moglie si rendono conto che non si tratta solo di parole intorno a mezzogiorno, quando lui è appena uscito dalla mensa della Caritas. “Samantha è rimasta ad aspettarmi in stazione. Non si sente molto bene. La raggiungo subito. Grazie infinite”. Le telefonate si susseguono frenetiche: appuntamento alle 15 in hotel. Loro arrivano prima, aspettano in disparte, poi varcano la soglia, dove ad accoglierli c’è il cordiale benvenuto della receptionist. Samantha prova a rispondere con un sorriso, ma non ci riesce. L’emozione è tanta e invece delle parole arrivano le lacrime. Con un sussurro: “Grazie. Grazie di cuore”. La stanza è ai piani superiori e sembra un paradiso: “Abbiamo un bagno tutto nostro, non sarei riuscita a resistere un’altra notte fuori”.

Il marito la ascolta e annuisce: “Non perderemo tempo. Ho già ricevuto un’offerta di lavoro, che potrebbe concretizzarsi nel fine settimana. Partiamo da lì e intanto continuiamo a bussare alla porta del Comune: è fondamentale usare al meglio questo mese in albergo, per fare in modo che al termine della nostra permanenza ad aspettarci ci sia un nuovo appartamento, non la strada”.

Sull’argomento arrivano parole rassicuranti anche dall’assessora ai servizi sociali Carmelina Labruzzo: “I nostri uffici si sono attivati. Abbiamo fissato un appuntamento con la coppia a breve: non a fine luglio, ma bensì tra un paio di giorni, venerdì 28 giugno. Prima di fare proclami è giusto confrontarsi con loro e ascoltare le esigenze specifiche. Il Comune è in grado di offrire un ampio spettro di alternative di appoggio”. Dopo che la buona sorte sembrava essersi voltata, due ottime notizie recapitate nella stessa giornata.

A marito e moglie brillano gli occhi: “Ce la possiamo fare. Ce la faremo. Prima di tutto grazie infinte all’uomo che ci ha permesso di rialzarci”. L’ultima parola è del benefattore anonimo, che sorride di rimando: “E’ un segnale alla città. Questo gesto non deve restare isolato, è un appello a chiunque abbia la possibilità di fare qualcosa di concreto a favore degli altri: fatevi avanti. Non lasciamo solo chi chiede aiuto”.