EMANUELE
Cronaca

Buonguerrieri riconferma Casali: "Da oggi costruirà l’alternativa"

La presidente di Fratelli d’Italia rivendica la novità della leadership nel centrodestra: "Partiti da sottozero"

Chesi

Una scheda marrone e una azzurra. Sulla prima oltre cinquantamila elettori nella nostra provincia hanno barrato il simbolo di Fratelli d’Italia: una crescita sensibile di quattro punti sulle politiche di due anni fa, un’ascesa esponenziale dal 4,27% delle europee 2019 fino al 30% di oggi. Poi, lo stesso giorno, sulla seconda scheda, migliaia di elettori hanno voltato le spalle a Giorgia Meloni e hanno scelto un sindaco del centrosinistra. A Cesena il fenomeno ha sconcertato non poco il candidato sindaco Marco Casali: all’appello mancherebbero oltre quattromila voti. Il risultato: una vittoria a valanga del sindaco uscente Lattuca col 65%. Centrodestra annichilito al 26%.

Alice Buonguerrieri, deputata e presidente di Fratelli d’Italia Forlì-Cesena, FdI è il primo partito in 17 comuni della provincia, la crescita dei voti è continua. Siete trainanti nella coalizione di centrodestra. Ma a Cesena avete perso nettamente, cedendo anche voti a Lattuca. E non avete strappato altri comuni al centrosinistra, come forse aspiravate a fare. Insomma, al di là dei numeri roboanti, è una sconfitta?

"Fratelli d’Italia è molto soddisfatta dei risultati elettorali a livello provinciale. Siamo la forza leader del centrodestra e siamo cresciuti del 4% dalle Politiche, dopo due anni di governo, quando è fisiologico invece un calo dei consensi. E’ vero, la crescita elettorale non si è tramutata in successi amministrativi di rilievo nel comprensorio cesenate, ma i sindaci uscenti hanno sempre un vantaggio. Siamo in Romagna, il Pd resta forte e c’è un voto un po’ distratto e in fondo conservatore dello status quo. Però dove già governiamo, come a Borghi, il consenso al sindaco è cresciuto. E a Savignano sul Rubicone si va al ballottaggio. E in tutti i comuni la forbice col centrosinistra continua a restringersi, ormai sono tutti contendibili".

Resta il caso eclatante di Cesena. Dove si parlava di ’cambio del regime’. Comunque la si consideri, una sconfitta netta, anche clamorosa nelle dimensioni. Il 65% contro il 26%. Se l’aspettava?

"Ma Lattuca ha messo insieme una coalizione larghissima, ha raschiato il fondo del barile...".

Questo non spiega le migliaia di voti di elettori di centrodestra andati al sindaco di centrosinistra.

"Dove c’è lo stesso governo da settant’anni si creano incrostazioni, sistemi di potere e di convenienza che attraggono anche elettori di diverso orientamento politico. Non sono meravigliata di questo. Certo non lo condivido, ma lo abbiamo già visto in altre tornate elettorali".

Un voto così largo non è un riconoscimento positivo dell’amministrazione locale?

"Partiamo dal fatto che siamo in Romagna, dove il Pd è egemone. Poi riconosciamo che a Cesena si vive bene, anche se per merito delle forze economiche e sociali della città, non per il colore dell’amministrazione. Ma un elettore disattento alla politica è portato a riconfermare i soliti. Senza cercare un’alternativa di governo migliore. Era giusto lo slogan di Marco Casali: Cesena, ma meglio".

Non avete sbagliato il candidato sindaco? E ancora una volta non siete partiti troppo tardi?

"La scelta di Marco Casali è stata giusta, la riconfermo. Ci dava garanzie di competenza in caso di vittoria e di governo della città, ci dà ora garanzia di una condotta politica alternativa dall’opposizione. I prossimi cinque anni saranno molto imporranti per costruire la candidatura del futuro. Cominciamo a lavorare seriamente per l’alternativa: arriveremo preparati. Stavolta, visto il lavoro scarso che si era fatto in consiglio, non partivamo da zero, ma da sottozero..".

Il segretario leghista Jacopo Morrone ha rivendicato il successo della scelta (vincente) di Zattini a Forlì, lasciando a FdI la responsabilità della scelta (perdente) di Casali a Cesena.

"Le scelte di Casali e Zattini sono state condivise da tutta la coalizione a livello provinciale. Tutti hanno contribuito ai risultati elettorali. Poi sarebbe meglio che ognuno guardasse in casa propria. Se fosse stato solo per i voti della Lega, nemmeno Zattini sarebbe stato eletto...".