ANDREA ALESSANDRINI
Cronaca

‘Cambiamo’ rompe con la destra. No al sostegno a Marco Casali (FdI)

La lista civica di Andrea Rossi punta ancora a un candidato anti Lattuca senza etichette di partito

‘Cambiamo’ rompe con la destra. No al sostegno a Marco Casali (FdI)

‘Cambiamo’ rompe con la destra. No al sostegno a Marco Casali (FdI)

Al tavolo del centrodestra e dei civici vicini che si appresta a designare il candidato sindaco da opporre a Enzo Lattuca (Pd) per le comunali del 9 giugno 2024, un punto interrogativo è rappresentato dalla posizione di Cambiamo, la lista civica che nel 2019 produsse il candidato Andrea Rossi, il quale portò al ballottaggio Lattuca. Starà dentro l’alleanza o si presenterà da sola o accompagnata ad altri?

Il dilemma del centrodestra, affidarsi come guida a un politico o a un civico, potrebbe sciogliersi con la scelta di puntare su Marco Casali di Fratelli d’Italia, ex consigliere comunale e capogruppo dell’opposizione nella seconda parte della legislatura 2014-2019. Ma come potrà reagire Cambiamo se verrà abbandonata la pista del candidato civico, da lei ritenuta fondamentale? Negli ultimi due mesi all’interno del tavolo il gruppo (che ha come consiglieri l’uomo nuovo del 2019 Andrea Rossi, il veterano Luigi Di Placido e il cattolico Enrico Castagnoli) è stato defilato se non ai margini nel confronto che vede il pallino in mano al primo partito del centrodestra, Fratelli d’Italia, stando ai responsi delle politiche di settembre 2022.

Due mesi fa il capogruppo Rossi annunciò che Cambiamo "stava lavorando ad un profilo di grande prestigio, una donna protagonista del sistema economico locale, una figura da sempre lontana dalla politica attiva e, proprio per questo, in grado di opporre la ‘cultura del fare’ al corporativismo ideologico". Il profilo si attagliava a quello di Francesca Amadori, nipote del patron della grande azienda alimentare che si definì lusingata degli attestati di stima ricevuti dopo che era uscito il suo nome, aggiungendo che non aveva sino ad allora pensato di entrare in politica, ma di essere una che amava le sfide. Chiara e sibillina insieme.

Ma l’ipotesi di candidatura nei due mesi successivi pare non essere decollata e Francesca Amadori stessa, da noi contattata rispetto agli sviluppi intercorsi, ha laconicamente affermato che "restano valide le mie dichiarazioni di due mesi fa". Potrebbe ancora succedere che dal cilindro del centrodestra esca un civico o una civica, ma ad oggi è più probabile che l’orientamento sia virato verso il politico. La lista ‘Cambiamo’ si adeguerà? "Noi siamo una forza civica di cambiamento e quindi, alle prossime elezioni, ci troverete in opposizione all’attuale amministrazione e, se riusciremo a trovare le giuste convergenze, nell’area di centro-destra", è l’ultima presa di posizione di Rossi. Le giuste convergenza non paiono essere state ancora trovate ed è possibile dunque che Cambiamo si sfili dall’alleanza. Tuttavia nel 2019 prese l’8,4% dei consensi e il suo apporto alla coalizione non è irrilevante, come ben sanno anche i partiti di centrodestra.

A proposito della disputa tra candidati civici e politica, interessante la puntualizzazione di Italo Macori, capogruppo della coalizione di centrodestra nella legislatura 2009-2014 (prima sindacatura di Paolo Lucchi): "Sono stato presentato in un articolo come candidato civico, e in effetti io non avevo mai rivestito incarichi politici e provenivo dal mio lavoro nel mondo associativo. Tuttavia io ero iscritto a Forza Italia dal 2005 poi ho aderito al Pdl e quindi sono rientrato in Forza Italia dove mi trovo. In realtà io sono profondamente contrario alle liste civiche che per me altro non sono che foglie di fico, incapaci di farsi carico di una identità precisa per la quale chiedere il consenso degli elettori".