L’interno della chiesa dell’Osservanza (foto Luca Ravaglia)
L’interno della chiesa dell’Osservanza (foto Luca Ravaglia)

Cesena, 4 novembre 2019 - Meglio di un cane in chiesa, si potrebbe dire, parafrasando un vecchio detto che oggi nell’Italia del menefreghismo che tace e tollera il disprezzo delle regole, potrebbe trovare non pochi sostenitori. Sono rimasti sconcertati ed indignati, tuttavia, benché nessuno sul momento abbia osato un gesto di riprovazione, i fedeli della messa delle 18 di sabato scorso alla chiesa dell’Osservanza, oggi retta da don Fabrizio Ricci, che se l’è dovuta vedere con l’aggressione verbale in piena messa da parte del proprietario di un cane.

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I fatti sono quelli raccontati dalla testimonianza sdegnata di alcuni parrocchiani presenti alla funzione religiosa. A messa iniziata, accortosi della presenza di un quadrupede tra i banchi della chiesa don Fabrizio ha civilmente invitato il proprietario a portare fuori l’animale. Visto che l’uomo faceva orecchie da mercante ha ribadito l’invito. E questa volta Fido ha dovuto varcare la porta in uscita ma, frustrato e ben convinto di avere ragione (benché secondo la legge sia il prete a stabilire se il cane può assistere o meno alla funzione religiosa), il proprietario è rientrato in chiesa re senza badare al fatto che il paroco fosse impegnato nel rito, ha iniziato una furibonda aggressione verbale tacciando il prete di intolleranza ed altro.

L’intervento dell’uomo ha avuto un impatto emotivo molto forte sia sui i fedeli che sullo stesso sacerdote che, benché visibilmente scosso, non ha reagito ed ha continuato la funzione fino alla fine. Con buona pace del dibattito mai risolto sulla presenza più o meno lecita e legale degli animali in chiesa e durante la messa, in questo caso ciò che sbalordisce è la maleducazione e l’incapacità di rispettare una regola di comportamento ritenuta fino ad oggi un dogma. Perché aggredire - anche se solo verbalmente - un prete durante la sua funzione? Cosa avrebbe cambiato se avesse aspettato la fine della messa per discutere le sue ragioni? E’ la conferma che ciò che impera oggi è la maleducazione, l’istinto di sopraffazione. Tanto non si rischia nulla.