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8 mar 2022

Caro benzina, a Cesena vola oltre i due euro al litro: ecco dove costa meno

Sfondata la soglia psicologica nella maggior parte dei distributori, ma qualcuno ‘resiste’ con prezzi pochi centesimi sotto

8 mar 2022
luca ravaglia
Cronaca
Un distributore cesenate con i prezzi abbondantemente sopra i due euro al litro per la benzina
Un distributore cesenate con i prezzi sopra i due euro al litro per la benzina
Un distributore cesenate con i prezzi abbondantemente sopra i due euro al litro per la benzina
Un distributore cesenate con i prezzi sopra i due euro al litro per la benzina

Cesena, 8 marzo 2022 - ​Il costo del petrolio vola e i listini dei distributori di carburante lo seguono. In un contesto di aumenti che diventano sempre più difficili da sostenere per i consumatori, il territorio cesenate non fa certo eccezione. L’ultimo riscontro empirico è quello che riguarda il prezzo della benzina, che in tanti impianti ha superato il muro dei due euro al litro. Il fatto che la soglia abbia un innegabile impatto psicologico è dimostrato dalla scelta di diversi gestori di fermarsi appena un filo sotto il fatidico ’sbarramento’, lasciando sui pannelli importi che cominiano con l’1,9.

Psicologia a parte, resta comunque il fatto che, quando si tratta di ‘spesare’ un pieno, le differenze tra un prezzo e l’altro ci sono, eccome. E gli automobilisti nel tengono certamente conto, come dimostrano loro stessi: "Non ho più bisogno di spostarmi da un lato all’altro della città controllando i prezzi – parla un libero professionista che, erogatore alla mano, deve rendere conto a se stesso del budget carburante -, perché in linea di massima il trend è stabile e così ho scelto il mio impianto self service di fiducia".

Lo conferma anche la mamma coi minuti contati all’ora di punta: "Lungo il tragitto casa lavoro non mi fermo mai, perché in quel percorso ci sono benzinai coi prezzi (leggermente) più alti. Meglio aspettare l’uscita pomeridiana di mio figlio da scuola: vicino al suo istituto c’è un impianto che fa proprio al caso mio". Legittimo che, soprattutto di questi tempi, l’attenzione resti altissima, anche sui centesimi di euro.

Per toccare con mano la situazione, ieri siamo andati a verificare anche noi, prendendo in esame i pannelli esposti su una serie di impianti del territorio. L’indagine non vuole fornire un riscontro a tappeto su tutta l’offerta disponibile, tanto che se qualche proposta particolarmente vantaggiosa dovesse esserci sfuggita ci scusiamo fin da ora: l’intento è piuttosto quello di tracciare un quadro generale della situazione ai tempi del 2.0. Che purtroppo non sono un richiamo alle nuove tecnologie, ma in nuovi traguardi toccati dal prezzo della benzina. Il prezzo più basso che abbiamo individuato erta quello proposto dall’impianto a marchio Conad al centro Montefiore: 1.949. I distributori Ego lungo viale Matteotti erano invece a 1.968, tallonati a parimerito da Enercoop in via Torino e OilOne sulla Romea appaiati a quota 1,979, con infine Energia Fluida lungo la via Emilia Levante asserragliata a 1,999.

Sul tema è intervenuta anche Coldiretti: "Con la filiera agroalimentare che assorbe da sola il 10% dei consumi energetici – si legge nella nota diffusa dall’associazione - , il caro energia mette a rischio le forniture di cibo e alimenta le speculazioni. In un Paese come l’Italia dove l’85% delle merci per arrivare sugli scaffali viaggia su strada, l’aumento di benzina e gasolio ha un effetto valanga sulla spesa di consumatori e sui costi delle imprese. Il prezzo medio del gasolio per la pesca è praticamente raddoppiato (+90%) rispetto allo scorso anno costringendo i pescherecci italiani a n avigare in perdita o a tagliare le uscite favorendo le importazioni di pesce straniero. Su questo scenario pesa anche il deficit logistico italiano per la carenza di infrastrutture per il trasporto merci".

Sull’argomento è stata pubblicata anche un’indagine dell’Unione Europea delle Cooperative: "Il caro benzina con il record prezzi per l’energia è l’incubo di 4 imprese su 10 per l’effetto a valanga su investimenti, piani di sviluppo e posti di lavoro. Il caro prezzi minaccia le catene di approvvigionamento di tutti i beni, ma pesa anche sui prezzi dei servizi. Anche per questo quasi un’impresa su 5 ha deciso di investire sul risparmio energetico".

 

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