Christian Castorri, è assessore comunale allo sport (Foto Ravaglia)
Christian Castorri, è assessore comunale allo sport (Foto Ravaglia)

Cesena, 7 luglio 2018 - La politica fa irruzione nella vicenda della crisi del Cesena calcio e nella sua gestione da parte dell’amministrazione comunale. Già il Movimento 5 Stelle aveva criticato l’attivismo del sindaco e la ‘sponda’ col tifo organizzato in funzione anti-Lugaresi. Ora Marco Casali, esponente di Forza Italia e capogruppo consiliare del gruppo di opposizione Libera Cesena, solleva un caso di conflitto d’interessi a proposito del ruolo dell’assessore allo sport Christian Castorri. La stoccata parte in anticipo sul consiglio comunale tematico sulla situazione del Cesena già convocato per il 12 luglio. “Pensavo – premette Casali – che la politica dovesse rimanere esterna rispetto alla questione del Cesena Calcio, che non si dovesse dividere in merito ad un valore così trasversale e identitario, ma visto che Lucchi vuole interessare il consiglio comunale è bene chiarirsi sulle posizioni”.

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Il capogruppo di Libera Cesena sostiene che il Comune ha lasciato da solo il Cesena Calcio proprio nel suo momento più difficile, accogliendo in sostanza l’accusa lanciata da Lugaresi verso Lucchi. Un’accusa “che diventa verità nel momento in cui il Sindaco stesso non la smentisce” dice Casali. “L’aver creato una specie di cordone sanitario intorno alla società Cesena calcio non solo stona con la difesa del valore identitario e culturale del calcio Cesena ma potrebbe diventare un macigno economico per tutti i contribuenti” accusa l’esponente di Forza Italia, rilevando che nel 2011, quando Lucchi “era amico del Cesena” (era Campedelli) si concesse una garanzia per un mutuo contratto dallo stesso Cesena calcio per oltre 2 milioni di euro. Il conto si appesantisce poi col costo del rifacimento dello stadio in vista degli Europei (700mila euro).

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“L’evidente disinteresse del sindaco Lucchi alle sorti del Cesena calcio – prosegue Casali – potrebbe costarci, oltre alla gloria sportiva, anche quasi 3 milioni di euro (grosso modo come il costo di Piazza della Libertà a cui fra l’altro, ironia della sorte, proprio Lugaresi si era opposto pubblicamente)”. E qui Casali arriva al capitolo Castorri, assessore allo sport investito della questione cesena, nonché ex dirigente del Romagna Centro, la società dalla quale potrebbe ripartire il progetto del ‘nuovoì’ Cesena post Lugaresi. “La ciliegina sulla torta di questo equivoco comportamento del palazzo comunale – ragiona infatti Casali – sta per arrivare con la definizione del nuovo bando per l’assegnazione dello stadio e del centro sportivo. Questo bando è stato redatto dalla giunta e ha visto in prima persona impegnato l’assessore Castorri. E’ molto probabile che lo stesso bando venga assegnato alla società sportiva Romagna Centro, che si è anche offerta pubblicamente, della quale lo stesso Castorri, l’assessore e non l’allenatore con una r in meno, è stato direttore sportivo e che vede ora come Presidente il suocero. Una situazione intollerabile! Il Sindaco, cavalcando i tifosi e coalizzandoli contro la vecchia Presidenza del Cesena ha gridato ai quattro venti la necessità di una gestione trasparente. Parole sante le suo ma vi pare trasparente tutto ciò?”.