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13 mar 2022

"Cene a lume di candela tra rabbia e romanticismo"

I promotori hanno spiegato ai tavoli le ragioni della mobilitazione. Il bar del mercato ortofrutticolo: "I clienti pensavano fosse un black-out"

Candele e luci soffuse nei ristoranti e nei bar cesenati, venerdì sera, per l’iniziativa dei pubblici esercizi di Fipe e Fiepet contro i costi insostenibili delle bollette
Candele e luci soffuse nei ristoranti e nei bar cesenati, venerdì sera, per l’iniziativa dei pubblici esercizi di Fipe e Fiepet contro i costi insostenibili delle bollette
Candele e luci soffuse nei ristoranti e nei bar cesenati, venerdì sera, per l’iniziativa dei pubblici esercizi di Fipe e Fiepet contro i costi insostenibili delle bollette

Ha funzionato Il venerdì a lume di candela con una cinquantina di ristoranti e bar cesenati, che hanno ideato una singolare mobilitazione: quella di servire i clienti spegnendo l’illuminazione elettrica e utilizzando le candele, per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulla drammatica emergenza del caro energia e delle bollette insostenibili di gas e luce elettrica. Sfondando peraltro una porta aperta, con i loro clienti: cittadini che hanno ricevuto anch’essi le sberle tariffarie con i costi duplicati, e che di questo passo saranno costretti a importare le cene a lume di candela a uso domestico.

Da Fipe Confcommercio e Fiepet Confesercenti, i sindacati degli esercizi pubblici cesenati promotori della mobilitazione, arriva il bilancio positivo dell’evento: "Ristoranti e bar con tanti clienti, una cinquantina i pubblici esercizi aderenti ufficiali, ma a macchia d’olio c’è chi si è aggiunto, convintosi dell’efficacia sia pur simbolica di questa mobilitazione da parte di imprenditori che in questi due anni, dallo scoppio della pandemia, hanno sofferto moltissimo e che si trovano ora nella morsa del caro costi energetici aggravata dallo scoppio della guerra in Ucraina".

"È stata una bella serata - commenta Bicio Targhini, titolare dell’osteria degli Usignoli – con una componente anche romantica e suggestiva, almeno all’inizio, anche se la scelta era indotta da altre ragioni, come abbiamo spiegato ai clienti. Siamo abituati a fare cene a lume di candela, ma questa era diversa, sullo sfondo della emergenza. Dopo un po’, però, ho alzato l’illuminazione perché non si vedeva proprio ed era tutto uno scintillio di cellulari sui tavoli. Quanto ai costi delle bollette, speriamo che questa situazione si ridimensioni. Almeno qualcosa per una sera abbiamo risparmiato".

Il bar Garibaldi, uno dei due del mercato ortofrutticolo, è stato il primo in ordine di tempo ad attuare il servizio al lume di candela. "Serviamo i clienti che si approvvigionano al mercato ortofrutticolo e si servono dell’autoporto – spiega la titolare Michela Buratti – per cui apriamo il bar alle tre del mattino, che è notte fonda, e chiudiamo a mezzogiorno. Quando i primi camionisti e acquirenti del mercato sono entrati e hanno visto tutto buio con le candele sul bancone e sui tavolini, hanno pensato a un black-out, ma avevamo affisso sulla porta d’ingresso le locandine in cui veniva spiegata l’iniziativa e il discorso ha fatto presto a scivolare sul caro energia, sulle folli bollette e sui costi del carburante. L’atmosfera era intima, abbiamo anche riso: ma speriamo che le cose tornino veramente a girare come si deve, questa seconda decade è iniziata e procede troppo male".

Andrea Alessandrini

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