L'ex casa colonica di Macerone divenuta centro di accoglienza per migranti
L'ex casa colonica di Macerone divenuta centro di accoglienza per migranti

Cesena, 23 marzo 2019 - Potrebbe avere le ore contate il Cas (Centro di accoglienza straordinaria) di via Sant’Agà a Macerone gestito dalla associazione Croce d’Oro, accreditato presso l’Unione dei Comuni Valle Savio, dove sono accolti 25 profughi africani (arrivarono a 55). L’amministrazione comunale informa che, a seguito di una segnalazione, Asl e Polizia municipale hanno effettuato un sopralluogo nella struttura che ‘ha evidenziato la presenza di problemi di natura igienico sanitaria e, per tale ragione, in queste ore Ausl e Pm stanno valutando la chiusura del Cas’.

‘I controlli - prosegue la giunta – sono stati in passato effettuati con regolarità, su segnalazione. Fino a oggi le verifiche hanno evidenziato problemi di entità minore, risolti dal gestore e dagli ospiti. È evidente, in ogni caso, che tutte le persone accolte debbano vivere in situazioni decorose e sicure dal punto di vista igienico. In tutti gli altri Cas del Cesenate i primi ad essere interessati alla pulizia e alla manutenzione delle strutture sono tuttavia proprio i migranti, oltre agli operatori. Ci sembra evidente, a questo punto che la situazione a Macerone sia degenerata a causa della completa rottura di ogni patto di reciproca fiducia e civile convivenza fra ospiti ed operatori, per diretta responsabilità di entrambi». Parole nette, che non si prestano a fraintendimenti.

Prima del Comune è stata però era stata l’associazione Romagna Migrante, che ha aperto uno sportello d’ascolto per migranti, a denunciare nei dettagli la situazione. «Abbiamo ricevuto nuove segnalazioni con foto e video come già avvenuto in passato – dice – sulle pessime condizioni di vita nei centri di accoglienza di Macerone, Ribano e Borghi gestiti dall’associazione Croce d’Oro. Gli ospiti denunciano una situazione di degrado e di inosservanza delle norme igieniche e di sicurezza: topi e insetti annidati nelle camere da letto e negli armadi della cucina, cucina utilizzabile solo poche ore al giorno, scarsità di cibo nonostante i 20 euro a disposizione per ogni immigrato, mancato funzionamento del riscaldamento col termometro fotografato a dicembre in una stanza da letto che segna 4 gradi. Tutto ciò fa supporre che ai responsabili non importi nulla della salute e delle condizioni dei migranti. Va disposta la disinfestazione e fatto cessare il modo di operare di Croce d’oro. A cosa hanno portato i controlli della Prefettura e le passerelle nel 2017 dei parlamentari Zampa e del futuro candidato sindaco Enzo Lattuca?’

Immediata la replica dell’associazione Croce d’oro, che respinge le accuse di Romagna Migrante confermando una gestione dei migranti corretta.

‘Tutti i nostri centri di accoglienza e anche quelli ricompresi nella segnalazione, stranamente oggetto di numerosissime ispezioni dalla loro attivazione – afferma il vicepreidente dell’associazione – , sono costantemente vigilati e Croce d’Oro è sempre intervenuta anche con ditte specializzate per la disinfestazione. Presso ogni struttura vi è un nostro referente, anche dipendente, con il compito di vigilare e segnalare situazioni di pregiudizio’.

‘Per quanto concerne le foto - aggiunge Tirinnazi - a nostro parere di dubbia provenienza, è facilmente immaginabile che siano state create ad arte e lo proveremo. Circa le lamentele circa la scarsità di cibo somministrata agli ospiti, la temperatura interna bassa nel periodo invernale, i mancati interventi per assicurare l’igiene e la sicurezza, sono facilmente contestabili, con la documentazione amministrativa a conferma del rispetto degli adempimenti. Lascia sbalorditi l’affermazione dell’invasione di blatte e cimici da letto dentro i materassi degli utenti e in cucina nella struttura di Macerone, considerato che il centro è costantemente sottoposto a ispezioni anche a cura della Polizia Municipale’.

«Una mostruosa falsità - prosegue il vicepresidente Tirinnanzi - la denunciata bassa temperatura (il termostato si può regolare artificiosamente), quando a gennaio scorso, durante un controllo della polizia municipale di Cesena, abbiamo ricevuto un ammonimento verbale presso il Cas di Macerone, in quanto l’alta temperatura interna non garantiva il prescritto risparmio energetico. Gli ospiti tengono spesso le finestre aperte a causa del caldo. Alla luce di questa ennesima critica nei nostri confronti da parte della suddetta Romagna Migrante, esamineremo l’opportunità di tutelarci, come già fatto in precedenza, rivolgendoci nelle sedi opportune’.