Il progetto di World Wide Theatre e di Stefano Campagnolo
Il progetto di World Wide Theatre e di Stefano Campagnolo

Cesena, 20 ottobre 2018 - I più giovani non lo ricordano neppure: infatti il cinema-teatro Jolly (fa parte dell’istituto Lugaresi, nell’omonima via) chiuse i battenti nel 2002. Da allora fu trasformato in un magazzino, ma quattro anni fa a un giovane esperto di nuove tecnologie nell’ambito delle telecomunicazioni venne l’idea di trasformarlo in un centro di produzione di spettacoli teatrali da diffondere a livello planetario struttando le infinite possibilità del web che hanno rivoluzionato il settore dello spettacolo che è diventato ‘industria culturale creativa’.

Il progetto di World Wide Theatre e di Stefano Campagnolo prevede il recupero della sala del cinema - teatro per spettacoli teatrali a pianta centrale e l’installazione di strutture audiovisive all’avanguardia per la produzione e diffusione di prodotti grezzi o finiti.

«Questo è un settore in piena evoluzione – ha detto Stefano Campagnolo, ideatore del progetto, presentando l’iniziativa – e le novità si susseguono a getto continuo. I cinema sono in crisi perché ormai i film si possono vedere comodamente a casa, per cui sono sempre alla ricerca di contenuti speciali ed esclusivi: concerti di musica rock e classica, l’inaugurazione della Scala, eventi sportivi e altro ancora. I satelliti garantiscono la possibilità di trasmettere e ricevere in tutto il mondo con una qualità elevatissima».

Per sostenere l’avvio del progetto lunedì prossimo partirà una raccolta fondi sulla piattaforma Eppela: si potranno donare da 15 a 2.000 euro ottenendo in cambio biglietti omaggio per gli spettacoli e giornate per utilizzare la sala. Per le aziende ci dovrebbe essere la possibilità di usufrire dell’‘art bonus’. L’apertura è prevista a settembre 2019, ma sono previsti eventi speciali durante i lavori che riguarderanno anche una sala da ultizzare per corsi artistici di vario genere. In totale è previsto un investimento di 74.500 euro.

«La digitalizzazione del teatro – conclude Campagnolo – non ucciderà lo spettacolo dal vivo, anzi sarà un volano per la sua diffusione».