La messa del vescovo di Cesena, Douglas Regattieri, ieri è stata trasmessa in tv
La messa del vescovo di Cesena, Douglas Regattieri, ieri è stata trasmessa in tv

Cesena, 30 marzo 2020 - Sabato 4 aprile il vescovo dela diocesi di Cesena-Sarsina monsignor Douglas Regattieri celebrerà la messa a porte chiuse nella cappellina dell’ospedale Bufalini, in segno di vicinanza a malati, in particolare quelli colpiti dal virus e comunque in gravi condizioni, e anche a tutto il personale sanitario. Regattieri lo ha annunciato al termine della messa domenicale che ha celebrato ieri mattina alle 11 nella cappella della Madonna del Popolo, patrona della città, in Cattedrale, liturgia concelebrata dal parroco del duomo don Giordano Amati, alla presenza di diaconi e religiose.

Una liturgia senza lo scambio della pace e con la comunione distribuita ai religiosi. Al termine della messa il vescovo ha comunicato che tutti i riti della Settimana Santa dal giovedì santo 9 aprile al giorno di Pasqua domenica 12 verranno trasmessi in tv. “Al termine della messa di sabato prossimo dalla cappella dell’ospedale – ha informato il vescovo alla fine della messa – impartirò la assoluzione sacramentale ai malati gravi . Non potrò andare a salutarli nei reparti, ma sarò loro vicino nella fede".

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"Ai bambini che durante l’emergenza sono costretti a rimanere a casa - ha poi aggiunto i vescovo - dico di fare i bravi, di fare i compiti, di obbedire ai genitori e di stare bene in famiglia. Ai più anziani chiedo di tenere botta – ha detto loro in dialetto –. Ringrazio molto gli operatori tecnici e dell’informazione che in questo momento grave e difficile ci consentono di esserci vicini pur da distanti. Proseguirà da domani per tutta la settimana entrante la recita del rosario nella cappella della Madonna del Popolo a cui i fedeli potranno unirsi alle ore 21 connettendosi alla pagina Facebook del Corriere cesenate“.

Anche il vescovo della diocesi di Forlì-Cesena Livio Corazza ha preso decisioni straordinarie, disponendo formalmente con un decreto che "i sacerdoti esistenti religiosi presso la strutture, i presidi ospedalieri e la case di cura possano impartire l’assoluzione a più penitenti senza previa confessione individuale, quando gli ammalati ricoverati siano in pericolo di vita o si trovino in reparti in cui non sia possibile garantire il segreto della confessione e le adeguate misure sanitarie".

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