La tenda per i tamponi allestita davanti all’ospedale Bufalini
La tenda per i tamponi allestita davanti all’ospedale Bufalini

Cesena, 8 aprile 2020 - Che una donna di centouno anni ( a settembre ne compirà 102) sia stata dimessa dall’ospedale dove era stata ricoverata per la positività al coronavirus, è una di quelle notizie che fanno fare un balzo al cuore. L’anziana signora cesenate non si può ancora considerare guarita, poiché la positività al virus permane, ma ha sintomi così lievi da giustificare il proseguimento della cura nella sua abitazione.

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I sanitari sono tranquilli, dunque, a meno di un colpo di coda che potrebbero essere dovuto anche alle tante fragilità dovute all’età, per il momento il terribile Covid che sembra prediligere di gran lunga gli anziani, non l’ha avuta vinta. La donna, che ha apprezzato molto l’aver potuto lasciare il Bufalini per tornare al suo contesto familiare, vive con un figlio da quale viene accudita per le necessità quotidiane, rese complicate anche dal fatto che l’età le ha portato una vista debole.

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Ed è proprio con quel figlio che negli ultimi giorni ha convissuto al Bufalini: ambedue contagiati dal virus. Madre e figlio (ultrasessantenne) hanno lasciato l’ospedale insieme e insieme sono a casa per la quarantena e il proseguimento delle cure. Ne usciranno definitivamente quando i due tamponi a cui verranno sottoposti a distanza di 24 ore il primo dal secondo daranno esito negativo.
 

«Solo allora – anticipa il sindaco Lattuca che li conosce bene –, e con il loro benestare, rivelerò la loro identità. Al momento il rispetto per la privacy di entrambi ci consiglia di attendere". La notizia fa volgere lo sguardo alle case di riposo che anche in ambito cittadino hanno pagato il contributo più pesante al contagio: 7 persone decedute (l’ultima ieri) e oltre una trentina di contagiati, tra cui anche diversi operatori.
 

Ed è stata proprio la carenza momentanea di operatori – come ha ribadito anche il sindaco Enzo Lattuca – che ha portato alla decisione di affidare la gestione della casa Maria Fantini in capo all’Asl: "È un momento in cui è difficile trovare disponibili operatori sanitari o infermieri, sono stati tutti chiamati al lavoro, in più ci sono quelli positivi al virus costretti al ricovero domiciliare. In questa situazione, la Maria Fantini non avrebbe potuto affrontare da sola questa emergenza".
 

A questi c’è da aggiungere una fetta di lavoratori che ha preferito licenziarsi e rinunciare al lavoro pur di non affrontare i rischi del contagio. Sale tuttavia anche nel Cesenate, così come dati confortanti si evidenziano anche a livello nazionale, le persone che hanno incrociato il virus e sono guarite: il conteggio ieri ne elencava 10 guariti in più. Passano dunque dai 50 di lunedì ai 60 di ieri, mentre erano 87 sono quelli conteggiati a tutt’oggi nell’intero territorio provinciale.

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