Un operatore sanitario che ha effettuato un tampone (repertorio)
Un operatore sanitario che ha effettuato un tampone (repertorio)

Cesena, 18 settembre 2020 - I timori hanno preso corpo. Ecco, infatti, al quarto giorno dall’avvio delle lezioni scolastiche, la prima classe cesenate in quarantena. La sorte (o il mancato rispetto delle regole di distanza interpersonale…) ha indicato una quinta classe del liceo linguistico Alpi. Uno studente, maggiorenne, è stato contagiato dalla fidanzata che, a sua volta, si è portata a casa il virus da una festa tra ragazzi. Lo studente dell’Alpi, peraltro asintomatico ma con una carica virale molto alta, non ha partecipato alla festa galeotta ma è risultato positivo grazie a quel contatto con la giovane fidanzata, anche lei studentessa che però a scuola non si è presentata, che s’immagina quanto mai ravvicinato. Ed ecco la conseguenza: 19 studenti (ossia tutti i presenti del giorno precedente) ieri mattina non hanno potuto varcare le porte del loro liceo, mentre gli insegnanti, una decina, che hanno fatto lezione in quella classe lunedì, martedì e mercoledì, dovranno sottostare al programma di sorveglianza sanitaria speciale, legati all’esito del tampone effettuato già ieri. Non andranno automaticamente in quarantena e continueranno a fare lezione, a meno che il contagio non venga certificato dal tampone.

La reazione di causa/effetto è stata fulminea: l’Asl mercoledì ha effettuato il tampone sul giovane liceale giustamente allarmato dopo la positività conclamata della ragazza e alle 8,30 di ieri è scattato il lockdown domiciliare per tutti i compagni di classe. La scuola trema ma la dirigente Valentina Biguzzi è sicura dell’efficacia della rete di protezione. "Il nostro caso, che è il primo in città, ha dato luogo ad un intervento tempestivo ed estremamente efficace - afferma la dirigente del Liceo Linguistico Alpi - sono stata molto soddisfatta di come personale sanitario e amministratori hanno affrontato la situazione. Siamo stati contattati immediatamente dall’Asl e dal sindaco. Siamo davanti ad un contagio extrascolastico ma le misure precauzionali sono d’obbligo anche in questo caso. Non ci sono al momento altri casi positivi emersi dai contatti con lo studente positivo".

«Sapevamo che poteva succedere - commenta il sindaco Enzo Lattuca -, è giusto evidenziare che si tratta di un contagio extrascolastico. Ci abitueremo. I ragazzi si frequentavano anche prima della scuola e continueranno a farlo. Fortunatamente funziona il meccanismo tra Asl e presidi per le misure d’emergenza, che potrebbero cambiare, sia in merito alle misure quando in classe si rivela un positivo che alla lunghezza della quarantena. Occorrerà analizzare caso per caso".

«Spero vivamente – aggiunge la dirigente del Linguistico – che da questa esperienza i ragazzi emergano maggiormente responsabili. No è facile controllare i loro comportamenti, non tanto nei cortili della scuola o all’interno della stessa, ma nel piazzale antistante e nei parcheggi vedo assembramenti e ragazzi privi di mascherina. Devono capire che le regole vanno rispettate. A scuola ci siamo organizzati al meglio ma c’è bisogno che anche fuori si faccia altrettanto".

Ma come mai anche per gli inseg nanti non è scatta la quarantena? "Perché - dice la professoressa Biguzzi - quasi certamente hanno seguito i regolamenti anticovid e dunque è improbabile che abbiano acquisito il contagio. Ma è tutto in mano all’esito dei tamponi che già domani (oggi, Ndr) dovrebbero essere in nostro possesso". I ragazzi in quarantena seguiranno le lezioni a distanza. L’intero istituto assomma quasi mille studenti distribuiti in 40 classi. Sono circa una decina, attualmente, quelli positivi al virus e per questo assenti dalle lezioni. Ora, da parte dell’Asl, è scattato il monitoraggio dei contatti tra il giovane risultato positivo mercoledì e gli altri studenti.