Cesena, 23 gennaio 2021 - Si amplia sul territorio la disponibilità dei posti letto per i cesenati che accusano i sintomi del Covid-19 ed hanno necessità di ospedalizzazione. Non più solo Bufalini, dunque, dove i 120 posti letto dedicati stanno arrivando alla soglia della saturazione. Anche nel Cesenate, infatti, come conferma l’Asl, sebbene con un trend meno spiccato rispetto alla media nazionale, l’andamento della pandemia sta registrando nelle ultime settimane un aumento di incidenza tra la popolazione, con conseguenti pressioni sul nostro ospedale.

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Fra le novità più consistenti l’attivazione di 16 posti letto nella struttura per anziani Nuovo Roverella, presso il Nucleo osservazione allestito nei mesi scorsi e funzionalmente autonomo rispetto al resto della struttura, con lo scopo di far fronte alle necessità di assistenza a pazienti fragili e anziani provenienti dalle strutture ospedaliere del territorio in attesa del loro ritorno a domicilio. Una destinazione temporanea che consentirà di alleggerire la pressione sul Bufalini dedicando i posti letto a pazienti covid positivi che necessitano di ricovero ospedaliero.

Sempre per dare respiro al Bufalini e consentire una più ampia ospedalizzazione entrano nella rete anticovid anche gli ospedali Marconi di Cesenatico e Angiolonio di San Piero in Bagno. Al Marconi verrà sospesa l’attività notturna (pur rimanendo la disponibilità nelle 24 ore di auto medica e ambulanza per tutte le situazioni di emergenza-urgenza) per dedicare personale sanitario a supporto dell’ospedale Bufalini. Mentre l’Ospedale Angioloni di San Piero in Bagno si sta preparando ad attivare, in stretta collaborazione con i professionisti del Bufalini, un’area di degenza dedicata a pazienti covid positivi post acuti qui trasferiti dall’ospedale di Cesena. Presso la struttura sarà comunque mantenuta la funzione di degenza per pazienti acuti no covid.

La situazione sanitaria che stiamo vivendo, secondo i Sindaci di Cesena Enzo Lattuca, di Bagno di Romagna Marco Baccini e di Cesenatico Matteo Gozzoli, "continua ad essere grave e la diffusione del contagio sta generando la necessità di potenziare il numero di posti letto per malati covid del nostro sistema ospedaliero. Lo sforzo e la capacità organizzativa dell’Asl consentono di dare continuità alle cure per l’intera popolazione anche in merito a patologie diverse dal covid". "Come amministratori - dicono - sosteniamo con convinzione questa riorganizzazione, ci sentiamo in dovere di farlo come contributo minimo all’impresa che Ausl e tutti i sanitari stanno conducendo da oltre dieci mesi".