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27 apr 2022

Cuochi e camerieri introvabili: tanti hotel restano chiusi

L’allarme di Federalberghi

giacomo mascellani
Cronaca
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Leandro Pasini

Forlì-Cesena, 27 aprile 2022 - Gli albergatori sono un’altra categoria fortemente penalizzata dalle difficoltà a reperire i lavoratori stagionali. È sufficiente fare un giro negli uffici di Adac Federalberghi e nelle strade dove sono presenti le strutture ricettive, per rendersi conto della gravità del problema. Ci sono addirittura casi di alberghi che sono rimasti chiusi negli ultimi due ponti di Pasqua e del 25 aprile, non per scelta degli operatori turistici, bensì per la carenza delle figure da collocare nelle cucine, nelle sale e nelle stanze da pulire. Nelle chat gli albergatori si scambiano messaggi di sconforto e chiedono aiuto ai colleghi, perché sono disponibili ad assumere chiunque e ad insegnare un mestiere da zero. Le avvisagli dello scorso inverno, quando molti operatori avevano pronosticato dal male delle ultime stagioni si sarebbe passati al peggio, purtroppo si stanno confermando.

Leandro Pasini (foto), presidente dell’Adac, fotografa una situazione estremamente disagevole e punta il dito anche su scelte clamorosamente sbagliate a livello istituzionale, in particolare sulla gestione delle quote di manodopera proveniente dall’estero: "Certi lavori non li vuol fare più nessuno, tuttavia quest’anno le disponibilità dei lavoratori stagionali stranieri sono gravemente insufficienti. Il numero totale di stranieri extracomunitari che possono fare ingresso in Italia per lavoro stagionale è sempre più basso e quest’anno le province di Forlì-Cesena e Ravenna hanno ottenuto soltanto 200 quote. Non è possibile far fronte ad uno dei più grossi ed annosi problemi come quello relativo alla carenza di personale addetto alle strutture ricettive, se non possiamo impiegare risorse umane".

La sensazione è che dietro la questione delle quote, vi siano categorie premiate ed altre invece ignorate. I numeri parlano chiaro, visto che soltanto le imprese alberghiere della provincia di Forlì-Cesena, lo scorso anno avevano bisogno di 2.200 lavoratori, di cui 2mila stagionali. Quest’anno, su 28.000 quote da distribuire in tutta Italia previste nel decreto flussi, 13.700 sono state destinate al settore agricolo e al settore turistico-alberghiero sono arrivate le briciole. E questo è grave.

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