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7 apr 2022

"Dalla soffitta tiro fuori 30 anni di canzoni"

Domani sera Stefano ’Cisco’ Bellotti, ex Modena City Ramblers, salirà sul palco del teatro Dolcini di Mercato Saraceno

filippo aletti
Cronaca
’Canzoni dalla soffitta’ è l’ultimo album di ’Cisco’ Bellotti
’Canzoni dalla soffitta’ è l’ultimo album di ’Cisco’ Bellotti
’Canzoni dalla soffitta’ è l’ultimo album di ’Cisco’ Bellotti

di Filippo Aletti

Gli aneddoti, i viaggi e le lotte quotidiane di Stefano ‘Cisco’ Bellotti saranno al centro dello spettacolo che il cantautore emiliano terrà domani al teatro Dolcini di Mercato Saraceno. Dai primi concerti con i ‘Modena City Ramblers’ fino all’avventura da solista, sul palco l’artista celebrerà i suoi primi trent’anni di carriera, presentando il nuovo disco autobiografico ‘Canzoni dalla soffitta’. Gli ultimi biglietti sono, eventualmente, disponibili sul sito di Vivaticket.

Bellotti, che disco è Canzoni dalla soffitta?

"È un album figlio della pandemia, un importante bilancio della mia prima parte di carriera. È un doppio disco: da un lato ci sono degli inediti, dall’altro ci sono delle esibizioni live registrate proprio nella mia soffitta. Non è stato semplice, ma è venuto fuori un bel live acustico".

Nell’album ci sono diverse collaborazioni.

"Una su tutte è quella con Simone Cristicchi, con cui canto ‘Baci e abbracci’, un brano di condivisione e pieno di gioia, adatto a ripartire dopo un brutto periodo. Simone col suo timbro era perfetto. Un altro bel pezzo è ‘Andrà tutto bene’, dove spiccano la world music dei sudafricani ‘Solidarity express’ e la chitarra del grande Phil Manzanera dei Roxy Music".

Sul palco dunque cosa vedranno gli spettatori?

"Sarà un concerto vero e proprio. In esclusiva per l’occasione, oltre ai brani del nuovo disco, porterò in scena anche canzoni storiche legate al movimento della Resistenza. Mi sembrava bello evidenziare i legami con la nostra storia comune".

A proposito di storia, ricorda dov’è cominciata la sua?

"Anche troppo bene, come se fosse un film. Ero un giovane operaio di vent’anni e vivevo a Carpi. Amavo la musica irlandese ed ero un fan scatenato dei ‘Pogues’. Un giorno in un locale vidi suonare i ‘Modena City Ramblers’, che al tempo erano agli albori. Da lì, senza conoscere nessuno, mi sono lanciato sul palco, dando inizio alla nostra storia".

Ha qualche aneddoto che porta nel cuore?

"Ci sono tantissimi momenti a cui sono ancora legato. Racconto bene questa cosa nel brano ‘Riportando tutto a casa’, il cui nome è un omaggio al primo disco dei Modena. Durante il lockdown ho ritrovato vecchi ritagli di giornale e tanti oggetti che avevo dimenticato. Da qui mi sono tornate in mente tutte le persone incontrate durante questo viaggio, perciò il brano è dedicato a loro".

Qualcosa che, invece, non rifarebbe?

"Più che altro ci sono tante cose che forse si sarebbero potute fare diversamente, ma in cuor mio credo che si debba accettare il proprio destino nel bene e nel male".

Dopo il tour cosa farà?

"Mi piace lanciarmi in cose che non ho mai fatto, quindi ho già scritto diversi brani che accompagneranno dei film in uscita nei prossimi mesi. Da maggio, invece, sarò in tour con la Bandabardò".

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