Quotidiano Nazionale logo
Quotidiano Nazionale logo
il Resto del Carlino logo
19 giu 2022

"Disagi e lunghe attese? Pochi medici"

La direttrice del Pronto soccorso Raffaella Francesconi risponde alle proteste: "Non riusciamo a colmare le carenze di organico"

19 giu 2022
manuel spadazzi
Cronaca
Raffaella Francesconi, dirigente del Pronto soccorso e medicina d’urgenza dell’Ausl Romagna
Raffaella Francesconi, dirigente del Pronto soccorso e medicina d’urgenza dell’Ausl Romagna
Raffaella Francesconi, dirigente del Pronto soccorso e medicina d’urgenza dell’Ausl Romagna
Raffaella Francesconi, dirigente del Pronto soccorso e medicina d’urgenza dell’Ausl Romagna
Raffaella Francesconi, dirigente del Pronto soccorso e medicina d’urgenza dell’Ausl Romagna
Raffaella Francesconi, dirigente del Pronto soccorso e medicina d’urgenza dell’Ausl Romagna

di Manuel Spadazzi

Pazienti in coda ore e ore, in attesa di essere visitati. Siamo a giugno, ma le file al Pronto soccorso negli ospedali della Romagna sono già quelle di agosto. Perché gli accessi crescono e i sanitari in servizio nei reparti d’emergenza, i medici soprattutto, sono sempre di meno. Fornisce un quadro della situazione

Raffaella Francesconi, che dirige il Pronto soccorso di Cesena e il programma emergenza urgenza di Ausl Romagna.

A oggi quanti medici mancano all’appello in Romagna, tra il 118 e i vari Pronto soccorso?

"L’organico dovrebbe essere di 250 dottori, compresi quelli del 118. A oggi in servizio ne abbiamo 170. Significa che in Romagna manca un’ottantina di medici – allarga le braccia – I problemi di organico non riguardano solo noi, la carenza di medici nei Pronto soccorso è un’emergenza nazionale. Sono stati fatti concorsi su concorsi, la verità è che non si trovano professionisti. La situazione è molto delicata e costringe il personale a turni più serrati e a un maggiore impegno".

In altre Ausl della regione verranno reclutati i rinforzi attraverso cooperative private. Accadrà anche qui?

"No. Come Ausl Romagna abbiamo puntato su scelte organizzative diverse per affrontare le criticità: gli incentivi per i professionisti che lavorano in Pronto soccorso (6mila euro in più annui), alcune riorganizzazioni interne. Inoltre in vari territori della Romagna, dove è stato possibile, abbiamo ’arruolato’ i dottori della guardia medica per i pazienti meno gravi. E con l’ultimo concorso, siamo riusciti a reperire altri 8 medici".

Quando inizieranno?

"Sono professionisti che lavorano per altre Ausl, sono in corso le pratiche di trasferimento. Ma ci vorrà tempo. Intanto cerchiamo di affrontare la situazione come possiamo, con grande sforzo da parte di tutti".

A Rimini presto aprirà al Pronto soccorso un ambulatorio infermieristico, per ridurre le attese dei pazienti. L’esperimento sarà replicato altrove?

"Non può essere l’unica soluzione, ma va tenuta in considerazione insieme ad altre scelte organizzative per cercare di ridurre il sovraffollamento e le code nei Pronto soccorso".

A Cesena un paziente ultraottantenne ha dovuto attendere per dieci ore...

"Ci scusiamo con i pazienti per i disagi. Noi ce la mettiamo tutta per visitare e assistere tutti nel più breve tempo possibile. Purtroppo i tempi d’attesa aumentano anche perché, negli ultimi mesi, sono sempre di più le persone che si rivolgono al Pronto soccorso, anche per le patologie non gravi".

Come si esce dall’emergenza?

"Continuando a reclutare medici e cercando di strutturare nuovi percorsi, alternativi al Pronto soccorso, per quei pazienti meno gravi. Per questo va potenziata la rete assistenziale territoriale".

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?