Un automobilista posiziona correttamente il suo disco orario
Un automobilista posiziona correttamente il suo disco orario

Cesena, 8 giugno 2019 - “Resto solo un attimo. Il tempo di un caffè e di un acquisto veloce”. La differenza tra le intenzioni e i fatti, però, in genere sta tutta nelle tacche del disco orario piazzato sul cruscotto delle vetture. Macchine ferme in soste che spesso sono fin troppo prolungate rispetto a quanto sarebbe consentito.

Abbiamo trascorso una giornata con spirito da agente della municipale, per verificare il rapporto tra i cesenati e gli spazi di sosta a tempo limitato. A tal riguardo il più grande bacino cittadino è certamente l’area dell’ospedale Bufalini, circondata da una serie di parcheggi su più livelli, il cui utilizzo è stato regolamentato anni fa con l’introduzione – praticamente ovunque – della sosta gratuita per le prime quattro ore.

Disseminate in qualunque punto lo sguardo si perda ci sono fiumi di vetture, la gran parte delle quali espone il disco orario. Duecentoquaranta minuti di margine sono un buon cuscinetto e l’attenzione a rientrare nei paletti è generalizzata, anche perché è ormai risaputo che i controlli in zona sono puntuali e rigorosi.

Dunque: prendendo a campione un centinaio di veicoli, per contare chi ha sforato l’orario non servono le dita di due mani. Gli automobilisti sono attenti al rispetto delle regole ma, soprattutto in mattinata, questo non basta a garantire un posto per tutti. Dunque chi arriva tardi è costretto a ripiegare nelle strade limitrofe, sperando – non sempre con successo – di restare nell’orbita del nosocomio.

Ma dopo un inizio incoraggiante, la tendenza si inverte in fretta. Il nervo più scoperto è quello delle aree attigue ai centri commerciali: Montefiore e Ipercoop in classifica vanno a braccetto. In entrambi i casi su trenta cruscotti controllati, meno di dieci (rispettivamente sei e nove) erano in regola. I cartelli sono chiari, ma spesso gli sguardi sono distratti: “Il tempo massimo di due ore – commenta una donna in procinto di liberarsi del carrello – è adeguato, ma il problema è che spesso ci si dimentica di regolare il disco”. Correndo il rischio di pagarne le conseguenze. “Riconosco di aver commesso diverse dimenticanze, ma fortunatamente ora mi è sempre andata bene”.

Restando nel centro urbano, lungo l’asse della via Emilia il tempo a disposizione è solo di mezz’ora. È vero che la zona si presta molto alla sosta breve di chi cerca una capatina al bar o un passaggio in banca o in ufficio, ma c’è anche chi tira tardi, pure di ore. Sono pochi e, nel giorno del nostro raid, tutti graziati. Il movimento i veicoli comunque è costante e trovare posto è quasi sempre possibile con relativa facilità. Soprattutto col sole e alle porte dell’estate.

Per chi non vuole vincoli e cerca l’esclusiva sosta libera c’è da allontanarsi dal cuore urbano e magari abbinare i bus in partenza dai parcheggi scambiatori, per chi invece il tempo non ha prezzo, ecco le strisce blu. E le colonnine dei parcometri. Fermo restando il fatto che – antichissimo problema cesenate - per lasciare l’auto a due passi dal duomo o dalla Fontana Masini, spesso pagare non basta.