"Dissentiamo ma restiamo"
"Dissentiamo ma restiamo"
di Andrea Alessandrini Ribelli, espulsioni, probiviri, depauperamento del gruppo parlamentare, movimento dilaniato che perde i pezzi: uno tsunami politico si è abbattuto sul M5S nel trapasso dal governo Conte all’esecutivo Draghi, a cui i pentastellati hanno dato a maggioranza il consenso sulla piattaforma Rousseau esprimendosi su un quesito formulato in maniera tale da suscitare roventi polemiche. Per il M5S cittadino, primo partito in città alle politiche del 2018 (30%), afflosciatosi alle amministrative del 2019 (solo un consigliere al posto dei tre precedenti) e alle Regionali del 2020, sono giorni di tormento. La base...

di Andrea Alessandrini

Ribelli, espulsioni, probiviri, depauperamento del gruppo parlamentare, movimento dilaniato che perde i pezzi: uno tsunami politico si è abbattuto sul M5S nel trapasso dal governo Conte all’esecutivo Draghi, a cui i pentastellati hanno dato a maggioranza il consenso sulla piattaforma Rousseau esprimendosi su un quesito formulato in maniera tale da suscitare roventi polemiche. Per il M5S cittadino, primo partito in città alle politiche del 2018 (30%), afflosciatosi alle amministrative del 2019 (solo un consigliere al posto dei tre precedenti) e alle Regionali del 2020, sono giorni di tormento. La base conta una trentina di iscritti alla piattaforma Rousseau che da tempo non si radunano a causa del virus e della mancanza di una sede.

"In momenti come questi la prima cosa da fare è stare uniti tra noi, parlarci, confrontarci – dice Claudio Capponcini, referente certificato del Movimento e capogruppo consiliare –: per questo ho convocato una riunione on line per sondare l’umore della base, nella quale da parte di noi attivisti cesenati è emersa una posizione omogenea di forte perplessità, sino alla contrarietà, per la decisione che i vertici hanno caldeggiato di entrare nel Governo Draghi, dove siamo costretti a sederci allo stesso tavolo non solo con la Lega ma anche con Berlusconi, dopo il gran lavoro di Conte. Verso l’ex premier sentiamo una profonda aderenza, all’operato e alla figura. Quanto alle espulsioni di cui si parla, siamo contrari, ed è bene che dentro il movimento ci sia dialettica. Ciò premesso, va anche detto che può essere comprensibile aver voluto stare dentro al Governo Draghi, per presidiare quello che di buono è stato realizzato grazie al Movimento nell’esecutivo precedente. Il dissenso è dunque presente, ma incanalato dentro il Movimento, che è la nostra casa".

Natascia Guiduzzi è stata consigliere comunale per dieci anni, poi la sua posizione di militante si è defilata, ma all’interno del gruppo cesenate il suo ruolo è ancora rilevante: "Premetto che non ho potuto partecipare alla video-chiamata dei militanti - spiega - e aggiungo di aver votato sulla piattaforma per il no all’ingresso nel Governo Draghi. La sera stessa del risultato si è capito che i sì avevano vinto con una maggioranza niente affatto schiacciante e che nel Movimento c’era una spaccatura netta, e quindi ora si pone un problema di dare rappresentanza alla minoranza interna. Morra e la Lezzi sono due autorevoli esponenti del Movimento schierati per il no, certamente non gli ultimi venuti: io sono fermamente contraria all’espulsione e a ogni epurazione, loro e di chiunque altro. Leggo che i probiviri stanno studiando l’iter, ma spero che non si arrivi a un passo del genere". "Mi sono trovata vicino alla posizione di Di Battista più volte - continua Natascia Guiduzzi – ma prima di tutto sono vicina alla coerenza della mia storia nel Movimento, fin dalla prima ora, e quindi io voglio continuare a starci, anche soffrendo, e ad esprimere le mie posizionì. Tutte le voci debbono essere rispettate.Ho molto ammirato Conte e credo che lo rimpiangeremo: per noi l’ex premier è una risorsa. Ora vediamo i fatti di questo Governo".