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30 mag 2022

Droga e alcol, è allarme rosso "Ragazzi travolti dalla pandemia"

Il direttore del Sert Michele Sanza analizza l’impatto del Covid sulle dipendenze dei minorenni "In una fase del genere è stato facile affidarsi a pseudo soluzioni per fuggire dalla realtà"

30 mag 2022
luca ravaglia
Cronaca

di Luca Ravaglia Michele Sanza, direttore del servizio di dipendenze patologiche dell’Ausl, la pandemia ha davvero enfatizzato le problematiche giovanili? "I dati parlando di una serie di modifiche - anche importanti – ai comportamenti abituali. Ovviamente non si può fare di tutta l’erba un fascio e generalizzare è sempre sbagliato, come però d’altra parte lo sarebbe sottovalutare la questione: certi casi relativi a ragazze e ragazzi sono sfociati in gesti di autolesionismo, o finanche in tentativi di suicidio. Il tutto senza dimenticatore i ritiri da scuola e dal mondo sociale". Temi delicatissimi. "L’impatto del Covid è stato difficile per tutti, ma gli adolescenti hanno probabilmente pagato il prezzo più elevato. Torno sul tema della scuola, che a causa del lockdown e delle disposizioni anti contagio, ha proseguito il suo compito di formazione riguardo al percorso di studi attraverso le lezioni a distanza, ma è giocoforza stata costretta a rinunciare a un altro ruolo altrettanto importante: quello di favorire la socializzazione e la formazione della persona". Con quali conseguenze? "Il tema delle dipendenze è purtroppo strettamente legato al contesto, perché in una fase del genere è particolarmente facile affidarsi a pseudo soluzioni che aiutino a fuggire dalla realtà creando uno stato mentale alterato. A quel punto la situazione rischia di degenerare in un circolo vizioso, perché gli effetti di certe sostanze sul cervello sono decisamente importanti e i rischi aumentano. A quel punto, la parola giusta non è più abuso, ma dipendenza". Da cosa? "Da tante cose. Anche in questo caso è vietato generalizzare, ma resta il fatto che ormai la diffusione di cannabinoidi si sta facendo sempre più largo fin dalle scuole medie, magari come passo successivo all’uso di sigarette. Ma è inulte nascondersi dietro un dito: in certe altre realtà diverse dalla nostra, come per esempio in alcune grandi città, ...

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