Il comitato  dei lavoratori ‘I dimenticati  della E45’, ieri alla manifestazion
Il comitato dei lavoratori ‘I dimenticati della E45’, ieri alla manifestazion

Cesena, 24 marzo 2019 - Erano soltanto una decina, ma molto grossi. Dieci tir che, ieri mattina, scortati dalla stradale e dai vertici nazionali di Assotir, si sono dati appuntamento all’area di servizio Pontevalliceppi, Lidarno, Perugia, per incolonnarsi a passo di lumaca lungo l’E45 fino allo svincolo Canili di Verghereto, in Emilia Romagna, per poi tornare indietro. Allo svincolo di San Sepolcro Sud, dove il convoglio è arrivato attorno alle 11,30, c’è stato anche un momento per un incontro pubblico cone le autorità e i rappresentanti di Assotir.

Tra questi anche Alessandro Manzi, funzionario di Assotir nazionale, che per tutti ha tirato le somme dell’affaire E45. Dalla prima chiusura del viadotto Puleto, lo scorso 16 gennaio (su richiesta della Procura di Arezzo per i rischi di crollo, procedimento a cui sono seguiti cinque avvisi di garanzia a dirigenti e funzionari Anas per i ritardi nella manutenzione) fino alla riapertura parziale del 13 febbraio, ma solo per auto e mezzi non superiori alle 3,5 tonnellate. Limite capestro per una superstrada votata al trasporto merci.

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Lo scorso 21 marzo, come aveva promesso il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, si sarebbe dovuta celebrare la riapertura totale. E invece l’inchiesta, e le conseguenti richieste da parte dei legali della difesa di effettuare una nuova perizia prima di effettuare i lavori, hanno bloccato la tabella di marcia.

Ora i tempi non sono più certi, e soprattutto non è certo l’interesse del governo, che qualche giorno fa, pur dopo promesse e rassicurazioni in tal senso, ha eliminato all’improvviso dla ‘Decretone’ gli 8 milioni di euro di aiuti per i lavoratori e le aziende colpite dalla chiusura della superstrada. Aziende in primo luogo legate al trasporto merci.

Ma il tempo è scaduto, ha scandito ieri Manzi:‘Siamo rimasti in silenzio – ha spiegato –, osservando una forma di rispetto nei confronti delle istituzioni, fino allo scadere del tempo che aveva indicato il ministro Danilo Toninelli per la riapertura della E45 ai mezzi pesanti. Purtroppo, le promesse e le assicurazioni si sono rivelate pure ipotesi: per ciò che ci riguarda, la questione della Orte-Ravenna rimane ancora avvolta nelle nebbie più fitte ed ecco quindi che siamo stati costretti a far circolare i tir lumaca contro l’immobilismo’.

Tra le reazioni anche quella di Lorenzo Spignoli, già primo cittadino di Bagno di Romagna, candidato sindaco per la lista di centrosinistra alle elezioni del 26 maggio, che interviene polemicamente con una dichiarazione sulla ‘grande manifestazione che si sarebbe dovuta tenere il 16 febbario scorso’ e che ‘fu annullata dai sindaci su pressione di parlamentari di maggioranza e di esponenti di governo’.

Ma ‘il mese di tempo chiesto dal ministro Toninelli – continua Spignoli – è scaduto, i lavori di ripristino non si stanno facendo o sono comunque inadeguati, i danni all’economia dei territori stanno crescendo a dismisura. Occorre riprendere subito l’iniziativa, con decisione e fermezza. Con la E45 strozzata e chiusa al traffico pesante soffrono e stanno per morire aziende e iniziative imprenditoriali importantissime per noi e per tutto l’Appennino centrale. Solo una risposta ormai urgentissima, concreta e visibile può aiutare a resistere e non perdere del tutto la speranza’