Bagno di Romagna (Forlì Cesena), 9 febbraio 2019 - Slitterà da un sabato all’altro la riapertura parziale della E45, che invece soltanto qualche giorno fa veniva indicata per la giornata di oggi? Al momento pare questa la nuova road map per la riapertura della superstrada nel tratto di valico appenninico. Anche ieri però nessuna notizia ufficiale sul giorno esatto per dare il via al traffico (come noto, sarà però autorizzato solo per i mezzi sino a 3,5 tonnellate).

La data per la riapertura parziale della E45, essendovi il sequestro della struttura stradale per «criticità strutturale» del viadotto Puleto (nei pressi di Valsavignone di Pieve S.Stefano), è ovviamente di competenza della Procura. In un breve flash back, c’è da ricordare che martedì scorso Anas informava che «il completamento delle attività richieste dalla Procura è previsto entro la settimana». Ma ormai sembra che le settimane saranno invece un paio.

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Sindaco di Bagno di Romagna, Marco Baccini, dunque la riapertura parziale della E45, che anche lei riteneva andasse in porto per oggi sabato, si può dire che ormai è slittata in avanti?

«Da un contatto di questa mattina (ieri, per chi legge, ndr.) fra la Procura e la Prefettura, la Procura ha fatto presente la necessità di avere più giorni per verificare i lavori fatti da Anas in base alle prescrizioni della Procura medesima. Al momento si prevede che la riapertura non ci sarà nemmeno lunedì 11 febbraio, ma probabilmente ci vorrà ancora una settimana».

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Quindi la riapertura potrebbe slittare a sabato 16 febbraio. Se così fosse, per quella mattina, alle 11,30, è stata indetta una grande manifestazione pubblica a Canili di Verghereto?

«Se occorrerà ancora una settimana, la riapertura parziale della E45 potrebbe esserci proprio quel giorno. Con la manifestazione di sabato 16 febbraio a Canili vogliamo rimarcare anche la persistente assenza da parte del Governo. Ho appena aperto Facebook e sono rimasto molto male nel leggere che il ministro Luigi Di Maio è in montagna, quando 27 sindaci (13 romagnoli, 7 toscani, 7 umbri, ndr.) hanno chiesto per ben due volte, nelle ultime tre settimane, un incontro per rappresentare la gravissima situazione socio-economica di questo territorio. Mi sono permesso di rispondergli su FB scrivendogli: «Carissimo, qui ti attendiamo senza tanti sorrisi».

E’ quindi essenziale che il Governo vi risponda immediatente?

«Certo, bisogna che il Governo ci risponda subito per mettere in fila tutte le necessità che abbiamo. Da una parte bisogna utilizzare la conferenza unificata Anas per i lavori per la riapertura della vecchia Tiberina, dall’altra sollecitare Anas perché faccia il prima possibile per arrivare alla riapertura totale della E45, anche per i mezzi pesanti, lavorando 7 giorni la settimana, organizzando altresì turni di lavoro per copririre le 24 ore. Inoltre il Governo dovrà avviare i provvedimenti di sostegno straordinario alle nostre aziende, ai nostri lavoratori che in questo momento stanno subendo gravi danni dalla chiusura della E45. Qui i toni cominciano ad alzarsi sempre di più se non si andrà subito in questa direzione».