Quotidiano Nazionale logo
Quotidiano Nazionale logo
il Resto del Carlino logo
22 giu 2022

Errori nei processi, assoluzione inevitabile

Le motivazioni della sentenza con la quale la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura generale di Bologna

22 giu 2022
paolo morelli
Cronaca
L’ex direttore generale Bruno Lama e l’ex presidente Vittorio Croci
L’ex direttore generale Bruno Lama e l’ex presidente Vittorio Croci
L’ex direttore generale Bruno Lama e l’ex presidente Vittorio Croci
L’ex direttore generale Bruno Lama e l’ex presidente Vittorio Croci
L’ex direttore generale Bruno Lama e l’ex presidente Vittorio Croci
L’ex direttore generale Bruno Lama e l’ex presidente Vittorio Croci

di Paolo Morelli Puntuale come un cronometro svizzero, allo scadere dei trenta giorni dalla sentenza che ha confermato l’assoluzione di tutti gli imputati per la bancarotta di Sapro, la presidente della quinta sezione penale della Corte di Cassazione, Grazia Rosa Anna Miccoli e il consigliere estensore Enrico Vittorio Stanislao Scarlino hanno depositato la motivazione. In realtà, più che confermare l’assoluzione, i giudici della suprema corte hanno accolto la richiesta del procuratore generale Nicola Lettieri aveva chiesto che il ricorso della Procura generale presso la Corte d’appello di Bologna fosse dichiarato inammissibile in conseguenza di errate valutazioni fatte nel processo di primo grado e riprese negli appelli, arrivando quindi alla conferma della sentenza assolutoria della corte d’appello di Bologna. Nelle 19 pagine della motivazione, i giudici romani ripercorrono la tormentata storia di Sapro, la società per azioni a capitale interamente pubblico nata nel 1995 su iniziativa degli enti locali (Camera di commercio, Provincia, comuni di Cesena e Forlì, più altri comuni con quote minori). L’obiettivo della società era calmierare i prezzi delle aree con destinazione produttiva: acquistava terreni agricoli, otteneva il cambio di destinazione d’uso, li urbanizzava e li metteva sul mercato. Per qualche anno funzionò, poi la vendita delle aree iniziò a essere sempre più difficoltosa mentre i debiti con le banche aumentavano a dismisura. Nel 2010 Sapro fallì su richiesta della Procura della Repubblica di Forlì, sotto il peso di 110 milioni di euro di debiti. Le persone che erano ai vertici di Sapro furono processate in sede penale per le accuse di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. In primo grado, il 4 maggio 2018, i giudici del Tribunale di Forlì condannarono sei imputati: l’ex direttore generale Bruno Lama a tre anni e mezzo di reclusione; l’ex presidente Vittorio Croci e gli ex consiglieri d’amministrazione Luigi Barilari, Giuseppe Corzani, Gabriele Borghetti ...

© Riproduzione riservata

Stai leggendo un articolo Premium.

Sei già abbonato a Quotidiano Nazionale, Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione o Il Telegrafo?

Subito nel tuo abbonamento:

Tutti i contenuti Premium di Quotidiano Nazionale oltre a quelli de Il Giorno, il Resto del Carlino, La Nazione e Il TelegrafoNessuna pubblicità sugli articoli PremiumLa Newsletter settimanale del DirettoreAccesso riservato a eventi esclusivi
Scopri gli altri abbonamenti online e l'edizione digitale.Vai all'offerta

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?