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26 apr 2022

Festa della Liberazione in onore dell’Ucraina

Dopo due anni tanta gente al monumento dedicato ai caduti della Resistenza. Lattuca: "Distinguere tra torto e ragione è un compito che ci tocca anche oggi"

luca ravaglia
Cronaca

di Luca Ravaglia

Com’è diverso il monumento ai Caduti della Resistenza nel primo 25 aprile senza emergenza sanitaria. Circondato da un fiume di persone, uomini e donne in divisa, bandiere e musica. Quella dell’Inno di Mameli, in apertura, quella di ’Bella ciao’, al momento dei saluti finali. Perché ’Bella ciao’ è la canzone di tutti, non di qualcuno. La canzone di chi, in ogni angolo del mondo lotta o ha lottato per difendere la libertà. Parte da qui il sindaco Enzo Lattuca conquistando il microfono dopo la posa della corona commemorativa sul monumento realizzato da Ilario Fioravanti . "Gli ultimi due anni mi ero sentito solo – sorride, con gli occhi che spaziano sulla folla - . Ricordiamoci che quella di oggi è una festa di armi deposte, di pace riconquistata, di ricostruzione e di libertà. Libertà e democrazia. Due concetti che i nostri nonni e i nostri padri, dopo avere combattuto, hanno avuto la capacità di tradurre in istituzioni e nella Costituzione, nata dalla Resistenza". Il primo cittadino ha fatto riferimento anche alle polemiche sui giudizi relativi al valore della Festa della Liberazione: "Rischiano di alimentare ancora una volta l’idea che questa sia una giornata divisiva ma non è così. Tutte le culture politiche che hanno ricostruito la Patria e costituito la Repubblica sono protagoniste con pari dignità. Il fascismo no". Lattuca ha poi citato i partigiani come Mario Bilancioni e Alvaro Piraccini: "Oggi, che i testimoni oculari e i protagonisti di quelle vicende sono sempre di meno, è ancora più importante fare memoria di questi fatti, e ancora più del senso di cui sono portatori, respingendo ogni forma di revisionismo. Anche perché distinguere l’aggredito dall’aggressore e la ragione dal torto è un compito che ci tocca anche oggi, di fronte alla guerra in Ucraina. Non ci possono essere ambiguità davanti a questo conflitto, almeno non vi possono essere tra chi è qui ogni 25 di aprile: bisogna essere partigiani e saper riconoscere le opposte ragioni che si misurano in questa guerra. È davvero tempo che l’Unione Europea diventi protagonista della vita del mondo".

Ampi riferimenti alla guerra in Ucraina sono arrivati anche nel corso dell’evento organizzato nel pomeriggio ai Giardini Pubblici. Nel suo intervento, Gastone Benini dell’Anpi ha letto un messaggio di Liliana Segre nel quale la senatrice a vita esprime chiaramente la sua vicinanza al popolo ucraino e alla causa della liberazione. E’ forte la condanna nei confronti di Vladimir Putin, ma non del popolo russo, giudicato da Segre anch’esso vittima della situazione: "Possiamo solo unirci nel chiedere un immediato cessate il fuoco, l’avvio di trattative a oltranza, l’affidamento all’Onu di un ruolo di interposizione e la creazione di una pace autentica". Pace, la parola che vale sempre un applauso. Anche ora, davanti a una rappresentativa della comunità ucraina cesenate, che annuisce e sorride, guardando la bandiera gialla e blu sventolare a fianco del nostro tricolore.

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