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21 giu 2022

Festa della Mietitura, un saluto all’estate

E l’occasione per un progetto che Gabriele Graffieti porta avanti sul recupero di varietà di cereali ormai scomparsi

21 giu 2022
Gabriele Graffieti, titolare dell’azienda agricola ’Bio è bello’ a Sogliano, qui in mezzo ai campi di grano della sua tenuta
Gabriele Graffieti, titolare dell’azienda agricola ’Bio è bello’ a Sogliano, qui in mezzo ai campi di grano della sua tenuta
Gabriele Graffieti, titolare dell’azienda agricola ’Bio è bello’ a Sogliano, qui in mezzo ai campi di grano della sua tenuta
Gabriele Graffieti, titolare dell’azienda agricola ’Bio è bello’ a Sogliano, qui in mezzo ai campi di grano della sua tenuta
Gabriele Graffieti, titolare dell’azienda agricola ’Bio è bello’ a Sogliano, qui in mezzo ai campi di grano della sua tenuta
Gabriele Graffieti, titolare dell’azienda agricola ’Bio è bello’ a Sogliano, qui in mezzo ai campi di grano della sua tenuta

"Vogliamo raccontare alla gente che esistono ancora persone disposte ad alzarsi all’alba e mettersi in ginocchio per coltivare la terra, con la pioggia, il freddo o sotto il sole cocente. Non siamo solo produttori, siamo custodi della terra e dell’ambiente. Il cibo non cresce sugli scaffali del supermercato".

In queste parole, pronunciate a cuore aperto da Gabriele Graffieti, titolare dell’azienda agricola ‘Bio è bello’ a Sogliano, c’è tutto il senso dell’iniziativa organizzata domenica nelle campagne di Bivio Montegelli, da lui e altri agricoltori della zona. Una festa della mietitura, un saluto all’estate che comincia (almeno sul calendario), un’occasione per parlare di un progetto che Graffieti porta avanti da trent’anni: il recupero di varietà di grano, cereali antichi e legumi, ormai scomparsi o caduti in disuso.

"Per l’agricoltura non è un momento facile - spiega - ogni giorno dobbiamo fare i conti con il caro carburanti, la siccità ostinata e ora anche il proliferare di cavallette e cinghiali. Rispetto a un anno fa, spendo mille euro in più al giorno solo per azionare i trattori e gli altri macchinari da lavoro. Le colture primaverili, grano saraceno, ceci, erba medica e girasoli, sono in sofferenza a causa della mancanza d’acqua. Tutto questo non potrà non avere un impatto significativo sulle nostre tavole per tutto il prossimo anno".

In una situazione così drammatica, viene spontaneo chiedersi se valga davvero la pena festeggiare. "Certo che ne vale la pena - replica Graffieti con decisione - qui la festa di prima estate è una tradizione antichissima, sospesa solo nei due anni di pandemia. L’inizio dell’estate è un momento di speranza, di buon auspicio per il futuro. È una festa che parla di noi e delle nostre radici. Un modo per ricordare che, senza l’agricoltura, tutto questo patrimonio rischia di scomparire per sempre".

Maddalena De Franchis

© Riproduzione riservata

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