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30 apr 2022

Frutta a guscio, boom di coltivazioni

Diete salutistiche e nuove opportunità produttive hanno portato a un incremento di superfici e quantitativi anche nel Cesenate

annamaria senni
Cronaca

di Annamaria Senni

La frutta a guscio sembra non conoscere crisi. Anzi, i consumi anche a Cesena, come in tutta l’Emilia Romagna, sono in forte aumento. Noci, nocciole, mandorle, che tanti anni fa si trovavano nelle tavole italiane principalmente nel periodo delle festività natalizie, ora sono sempre più spesso di corredo ai piatti di frutta fresca. I motivi sono diversi. Oltre alla bontà indiscussa, vi è anche il fatto che rappresentano un prezioso alleato per la salute. Il che ha determinato in regione un vero e proprio boom di coltivazioni nell’ultimo anno: noci + 13%, nocciole +165%, castagne e marroni + 5,5%.

In Emilia Romagna le noci sono passate in un anno da 1075 a 1221 ettari coltivati (+13%), le nocciole salgono a 244 ettari (+ 165%), mentre le castagne e i marroni raggiungono i 2.334 ettari complessivi (+ 5,5%). Dati in crescita dunque, raccontati da Confagricoltura Emilia Romagna a Bologna, durante il talk show ‘Noci e frutta a guscio in Emilia Romagna. La nostra regione, in cui non resta indietro Cesena, è protagonista nella coltivazione del noce, e la varietà più apprezzata è la Chandler che ha fama mondiale . "Il nostro bacino produttivo va da Rimini, Forlì-Cesena e Ravenna a Ferrara passando per Bologna – ha detto sfida Alessandro Annibali, presidente della sezione frutta a guscio di Confagricoltura Emilia Romagna -. Tutto nasce più di 20 anni fa quando New Factor, azienda specializzata nella commercializzazione di frutta secca, ha dato il via al progetto di filiera In-noce. Un sogno diventato realtà che oggi vede coinvolte 21 aziende e conta 500 ettari a noceto irriguo, intensivo e meccanizzato".

Oltre ai benefici sulla salute non mancano quelli per l’ambiente: un ettaro di noceto evita l’emissione in atmosfera di 30 tonnellate circa di Co2 nell’arco dell’intero periodo vitale. "La filiera ‘Noci di Romagna’ rappresenta una scelta vincente per il territorio, un modello di crescita sostenibile sotto il profilo economico, ambientale e sociale - aggiunge Carlo Carli, presidente di Confagricoltura di Forlì-Cesena e Rimini -. Questo progetto offre alle aziende agricole l’opportunità di diversificare le produzioni in un momento in cui la frutticoltura cerca nuove strade. Investire nella nocicoltura moderna, innovativa e di qualità significa rispondere alle richieste del consumatore consapevole. Inoltre va sempre ricordato il ruolo strategico svolto dai frutteti nella riduzione delle emissioni in atmosfera e nell’azione di contrasto al cambiamento climatico".

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