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21 apr 2022

Furto di api, a Cesena creata l'app per sventarli

L’antifurto satellitare creato da due imprenditori cesenati ha messo le forze dell’ordine sulle tracce della banda che aveva rubato 45 alveari "Così abbiamo 'pizzicato' i ladri di api"

maddalena defranchis
Cronaca
Gabriele Garavini e Roberto Pasi hanno ideato AntifurtoArnia nel 2017
Gabriele Garavini e Roberto Pasi hanno ideato AntifurtoArnia nel 2017

Cesena, 21 aprile 2022 - Hanno rubato 45 alveari, ma non sapevano che uno di loro nascondeva un innovativo sensore gps di tracciamento, interamente ‘made in Cesena’: è stato smascherato così un manipolo di ladri di arnie, entrato in azione nelle campagne della Valpadana nella notte fra Pasqua e Pasquetta. L’applicazione che ha consentito il ritrovamento si chiama AntifurtoArnia ed è stata ideata nel 2017 da Roberto Pasi (attuale amministratore delegato della startup omonima, con sede a Cesena) e Gabriele Garavini (ingegnere informatico e direttore tecnico della startup).

Roberto Pasi, com’è stato possibile ritrovare gli alveari sottratti agli apicoltori?
"Nella notte tra il 18 e il 19 aprile, il nostro sistema di antifurto ha tracciato un furto di api da Milano fino a Siena. Uno dei 45 alveari rubati appartiene infatti a un nostro cliente, che ha ricevuto immediatamente l’allarme sull’app per smartphone collegata al gps. Sebbene l’apicoltore non si sia accorto subito della segnalazione (aveva il cellulare spento), il gps ha continuato a seguire i movimenti dei ladri nella giornata successiva, consentendo così alle forze dell’ordine, una volta allertate, di identificare il mezzo usato dalla banda e ritrovare tutte le api rubate".

Un solo alveare, dotato di antifurto, ha ‘salvato’ anche tutti gli altri?
"Grazie a un solo apicoltore, che ha scelto di inserire nei propri alveari AntifurtoArnia, siamo riusciti a mettere in salvo le api di tutti i colleghi coinvolti: la maggior parte di loro era completamente ignara della sottrazione illecita".

Come mai, in alcuni casi, non ci si accorge subito del furto?
"Accade spesso - soprattutto durante la stagione primaverile - che gli apicoltori spostino le proprie arnie anche da una regione all’altra, per poter ottenere diversi tipi di miele a seconda delle fioriture: è il caso, ad esempio, di un miele molto diffuso come l’acacia, o di quelli più ricercati come tarassaco, tiglio o castagno. Non avendo sott’occhio le arnie, è certamente più difficile monitorarle".

A questo punto entrano in gioco i sensori gps.
"AntifurtoArnia, in realtà, è molto più di un semplice gps: oltre a fornire agli apicoltori un sistema di localizzazione degli alveari invisibile dall’esterno, permette di monitorare alcuni parametri fondamentali per la salute dell’ape, come la temperatura e l’umidità. Può essere abbinato anche a una bilancia che consente di valutare da remoto l’andamento della produzione di miele. Funzioni ancor più preziose, queste, in tempi di caro carburante, poiché fanno risparmiare lunghi viaggi per il controllo delle arnie".

Quanto è grave il problema dei furti di arnie in Italia?
"Non se ne parla abbastanza, ma se ne contano almeno 22.500 all’anno, per un danno complessivo di 10 milioni di euro. Molti apicoltori, tuttavia, non denunciano perché non nutrono grande fiducia nei sistemi di ritrovamento. Si sbagliano, e lo dimostrano i numeri: grazie al nostro antifurto, circa il 95% delle arnie viene recuperato in tempi brevi e in un perimetro circoscritto. È importante arginare questo mercato nero, che mette ulteriormente a rischio il lavoro degli apicoltori, in un periodo già assai delicato per la stessa sopravvivenza delle api".

 

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