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Gabriele Orlandi, un anno fa moriva a Terracina il pilota cesenate. Il papà "Un eroe"

Gabriele Orlandi si schiantò in mare durante un' esibizione acrobatica. Suo padre: "Fece così per non colpire il pubblico"

di ERMANNO PASOLINI
Ultimo aggiornamento il 11 settembre 2018 alle 06:50
Gabriele Orlandi

Cesena, 11 settembre 2018 - Riccardo è il babbo di Gabriele Orlandi, 36 anni, il pilota collaudatore dell’Aeronautica Militare, che morì un anno fa, domenica 24 settembre 2017 durante l’Airshow di Terracina mentre era ai comandi dell’Eurofighter Typhoon. Gabriele era di Cesena dove abita la sua famiglia molto conosciuta, amata e stimata, e dove è appena nata un’associazione benefica intitolata a suo nome.

Orlandi, è contento che il nome di suo figlio non sia stato dimenticato?

“Questa dell’associazione è stata una iniziativa fatta con equilibrio, altruismo e con giudizio”.

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E gli obiettivi?

“Ottimi, perché permetterà di andare a scuola ad alcuni ragazzi che non hanno possibilità economiche, e soprattutto ad altri di provare l’emozione del volo”

Di suo figlio cosa pensa, oggi?

“Gabriele è stato un grande uomo e un eccellente pilota”.

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E sulla tragica fine?

“Non faccio commenti, perché purtroppo Gabriele non c’è più, e non avrebbe molto senso farne. Una cosa però ci tengo a precisare: ha portato l’aereo fuori dalla gente, e per salvare gli altri si è schiantato in mare. E’ il comportamento che deve avere un grande pilota, perché ha preferito morire lui al posto degli altri. È stato un uomo esemplare. Ha preferito sacrificarsi lui al posto degli altri”.

Orgoglioso di suo figlio, dunque.

"Certamente. Nella vita contano i fatti. Gabriele è stato un eroe dei tempi moderni. Sono orgoglioso per quello che ha fatto. Ho detto che è stato un eroe e lo penso davvero”.

A un anno di distanza da quel tragico giorno, ci sarà qualcosa per ricordarlo?

“Gabriele verrà commemorato il 24 settembre proprio a Terracina, un anno dopo la sua scomparsa. Verrà inaugurata una statua di bronzo, offerta gratuitamente da un artista internazionale per ricordare il suo gesto eroico. Perché è stato un eroe: non mi interessano altri pareri. Io sono suo babbo, e da eroe lo ricorderò per sempre”.

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