GIACOMO MASCELLANI
Cronaca

Gare per concessioni balneari, il sindaco di Cesenatico: "Il governo dia le regole, è già tardi"

Il primo cittadino Gozzoli preoccupato per la mancanza dei decreti attuativi per indire i bandi

Matteo Gozzoli, sindaco di Cesenatico

Matteo Gozzoli, sindaco di Cesenatico

Cesenatico, 20 febbraio 2024 – Le spiagge della riviera sono sempre più calde. Ad arroventarle tuttavia non è ancora il clima, ma l’incertezza sul futuro di una categoria, quella degli operatori balneari, che per il turismo è una colonna del Modello Romagnolo. Dal prossimo anno con ogni probabilità le concessioni saranno messe a bando con una evidenza pubblica, seguendo la direttiva Bolkestein dell’Unione europea. La palla passerà ai singoli Comuni, che sono gli enti deputati a organizzare le gare, pubblicare i bandi e dare materialmente le concessioni. Nella nostra provincia la giunta di Cesenatico con in testa il sindaco Matteo Gozzoli, si sta preparando ad un lavoro enorme, anche se da Roma non sono ancora giunti i decreti attuativi, cioè come saranno applicate le regole dei bandi.

Sindaco Gozzoli, come vi state muovendo?

"Abbiamo costituto il gruppo di lavoro con i tecnici lo scorso autunno e ci siamo inizialmente concentrati sull’approfondire le problematiche di carattere urbanistico ed edilizio, mappando i singoli casi e individuando le questioni più complesse".

A Cesenatico gli stabilimenti balneari sono 127 ma le concessioni demaniali sono ben 200 in totale.

"Infatti oltre ai bagni saranno poste a gara le concessioni di ristoranti, bar, cantieri navali, chioschi, magazzini e la darsena; è un lavoro molto impegnativo, perchè ogni caso ha le sue peculiarità".

In questi giorni con il team cosa state facendo?

"Ora ci stiamo concentrando sugli aspetti giuridici con la collaborazione di un consulente esterno, un avvocato esperto di diritto amministrativo e di demanio".

In attesa di novità dal governo, dal punto di vista giuridico come stanno le cose?

"La legge in vigore prevede la possibilità di utilizzare tutto il 2024 per poter indire gli avvisi pubblici".

In sostanza per legge dovete organizzarvi per le evidenze pubbliche, ma non sapete ancora come, è un po’ come se alle squadre di calcio chiedessero di andare in ritiro per il campionato senza conoscere le regole dello stesso campionato.

"E’ così e la situazione inizia a diventare piuttosto critica per i Comuni, quasi paradossale. A fine 2023 abbiamo dovuto mettere un cerotto all’inerzia del governo con le delibere di giunta che hanno rinviato il termine per la pubblicazione degli avvisi, ma siccome siamo già a febbraio inoltrato e nulla pare muoversi, in assenza di nuove normative nazionali, i Comuni saranno costretti a muoversi per conto loro".

In questo quadro c’è il caos.

"Io non voglio pensare che si arrivi a tanto, ma è alto il rischio di incorrere in responsabilità civili e penali per dirigenti e amministratori. Siamo già ai tempi supplementari".

Tra comuni costieri vi parlate?

"Si, al momento ci stiamo tenendo in contatto soprattutto per evitare situazioni a macchia di leopardo, dove ogni Comune prenda una strada diversa, che sarebbe negativo".

In Italia oltre al governo sono molto importanti l’Anci e le regioni, cosa state facendo a questi livelli?

"Come Anci e come regione Emilia-Romagna, sono anni che abbiamo posto il tema sul tavolo e abbiamo portato delle proposte concrete. Tuttavia ad oggi non siamo mai stati coinvolti. I Comuni, che dovrebbero essere protagonisti di queste procedure, sono ignorati. In gioco c’è non solo il destino di migliaia di famiglie e piccole imprese, ma quello del nostro intero sistema turistico romagnolo, che rischia di essere messo in crisi se i criteri non terranno conto delle specificità del nostro territorio e se non terranno conto della professionalità e del valore delle imprese che i nostri imprenditori hanno creato negli anni".

Cosa ne pensa del caso di Jesolo Riguardo a quanto accaduto a Jesolo, dove il Comune ha già fatto i bandi ed un balneare ha sottratto una concessione ad un collega?

"Quanto sta avvenendo in Veneto non mi sembra positivo. La prospettiva di grandi concentrazioni di concessioni, uniformando i servizi e i prezzi, rischierebbero di snaturare il nostro modello e accentrare le risorse in poche mani; questo è quello che mi preoccupa di più".

A Cesenatico potrebbero sorgere nuovi stabilimenti nella zona delle colonie di Ponente, ma questo senza costruire un centimetro in più.

"Il nostro piano dell’arenile è parte del nuovo Pug e sulla costa non sono possibili nuove superfici coperte in spiaggia per i prossimi anni. Di costruito ce ne è già molto e su questo le norme regionali sono chiare. Su Ponente le uniche possibilità di nuovi stabilimenti sono collegate a eventuali demolizioni di superfici presenti in arenile, oggi rappresentate da tre colonie che si trovano sulla linea di costa. Senza queste operazioni non ci sono possibilità di nuovi stabilimenti".