Cesena, 14 aprile 2018 - La vicenda ‘Habenas’, che un anno e mezzo fa aveva lasciato un pesante segno sulla politica cittadina con l’astensione dai lavori del Consiglio comunale delle minoranze che si erano ritirate sull’‘Aventino’ e le dimissioni dell’assessore Tommaso Dionigi, si trasferisce sul piano giudiziario. Da questa vicenda, con un complicato intreccio di società che ruotavano attorno all’incubatore di imprese Cesenalab, nel 2017 era nata un’inchiesta della guardia di finanza stimolata da un esposto del M5s.

Gli indagati per reati che vanno dalla corruzione all’abuso d’ufficio e al falso, sono otto: Luciano Margara, coordinatore del polo universitario di Cesena e allora membro del comitato scientifico di Cesenalab; Vladimiro Mazzotti, allora consulente di Cesenalab con la qualifica di business angel; Roberto Branchetti, dirigente del Comune di Cesena; Alberto Zambianchi, presidente di Serinar, la società pubblica nata per favorire lo sviluppo dell’università e che gestisce Cesenalab; Tommaso Dionigi, all’epoca dei fatti assessore all’innovazione e allo sviluppo della giunta guidata dal sindaco Paolo Lucchi; Manuela Lucia Mei, segretario generale del Comune; la società Habenas per la responsabilità amministrativa. Indagata anche Francesca Margara per violazione delle norme tributarie.

LE INDAGINI riguardano l’incarico da 36mila euro conferito dal Comune alla società Habenas per il censimento dei negozi sfitti del centro storico di Cesena e il rinnovo dell’incarico di consulenza a Vladimiro Mazzotti come business angel di Cesenalab. Fra Mazzotti, Margara e Dionigi c’era un intreccio d’interessi: Margara e Dionigi erano soci della società a responsabilità LMTD che a sua volta era socia di Foodstation srl partecipata di Habenas, che a sua volta faceva capo a Vladimiro Mazzotti e aveva ricevuto l’incarico dal Comune.

LA PROCURA della Repubblica di Forlì (l’inchiesta è condotta dal pubblico ministero Lucia Spirito) nei giorni scorsi ha inviato al giudice per le indagini preliminari la richiesta di archiviazione delle indagini nei confronti di Alberto Zambianchi, Tommaso Dionigi e Manuela Lucia Mei, per i quali non sono stati ravvisati sufficienti indizi di colpevolezza, mentre continuano per gli altri indagati.