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22 mar 2022

Hera recupera l’acqua per irrigare campi

Realizzato un prototipo di depuratore con l’Università di Bologna. Testato con successo in un campo cesenate con 120 colture

22 mar 2022

Per contrastare la siccità arriva a Cesena un progetto di Hera, studiato per irrigare i campi. Si tratta di un prototipo tecnologicamente avanzato (che Hera ha sviluppato in collaborazione con Enea, Università di Bologna e Irritec) in grado di depurare le acque reflue allo scopo di utilizzarle per irrigare e fertilizzare i campi coltivati, con benefici concreti in termini di maggiore disponibilità idrica, apporto di nutrienti, riduzione dei concimi chimici, sostenibilità ambientale e qualità della filiera depurativa.

L’innovazione, che rientra nell’ambito del progetto Value Ce-in finanziato dalla Regione e dal Fondo Sviluppo e Coesione, è stata testata su un campo sperimentale con 120 colture fra pesche e pomodori da industria, presso l’impianto di depurazione di Hera a Cesena. I risultati raccolti a valle della fase sperimentale confermano la qualità delle acque depurate a fini agricoli.

Diversi i benefici derivanti dal progetto che verrà presentato da Hera in occasione del Wordl Water day (la Giornata mondiale dell’acqua) che si celebra oggi, come ogni anno, il 22 marzo: dalla disponibilità idrica, all’apporto di nutrienti, dalla riduzione dei concimi chimici alla sostenibilità ambientale. "Questa sperimentazione si inserisce all’interno delle strategie del Gruppo Hera che puntano a un uso sempre più efficiente delle risorse, con riduzione dei consumi, soluzioni per la circolarità e il riuso – spiega Susanna Zucchelli, direttore Acqua del Gruppo Hera - il depuratore di Cesena rappresenta un esempio concreto di economia circolare nell’ambito del ciclo idrico, sia in termini di una tangibile e sicura possibilità di riutilizzare le acque reflue depurate per scopi agricoli, sia per la valorizzazione e il recupero di prodotti secondari dai fanghi di depurazione".

Il progetto è stato coordinato dal laboratorio Enea di Tecnologie per l’uso e gestione efficiente di acqua e reflui. "I risultati ottenuti nell’ambito del progetto - sottolinea Luigi Petta, responsabile del laboratorio Enea - potrebbero supportare l’applicazione dello schema del prototipo a tutti gli impianti di depurazione e la diffusione di pratiche di riuso a vantaggio di tutti gli stakeholder di filiera, dai gestori d’impianto ai consorzi di bonifica fino al settore dell’automazione, controllo e misurazione. Si raggiungerebbe così l’obiettivo di garantire una fonte idrica non convenzionale e sicura e fornire al contempo un apporto di elementi nutrienti alle colture, in linea con i nuovi indirizzi comunitari in vigore dal 2023".

Annamaria Senni

© Riproduzione riservata

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