ANNAMARIA SENNI
Cronaca

Il conto salato della grandine: "Danneggiato il 50% del raccolto. Pesche e albicocche invendibili"

L’ondata di maltempo di giovedì pomeriggio ha aggravato la situazione già pesante per la frutticoltura

Il conto salato della grandine: "Danneggiato il 50% del raccolto. Pesche e albicocche invendibili"

Il conto salato della grandine: "Danneggiato il 50% del raccolto. Pesche e albicocche invendibili"

Con i nubifragi e la grandine di giovedì pomeriggio è l’agricoltura a pagare un conto salato nel Cesenate. Violenti temporali e grandine si sono abbattuti a macchia di leopardo facendo salire il conto dei danni nelle campagne. E’ quanto emerge da un primo bilancio degli agricoltori associati a Coldiretti, Cia e Confagricoltura. Difficile ancora quantificare i danni, anche se in alcuni casi si parla di oltre il 50% dei prodotti rovinati. Nei campi si guarda con preoccupazione al cielo per paura della grandine e dei danni irrevocabili che questa comporta.

"Lo stato di sofferenza delle campagne – dice Isabella Caligari socia e consigliere di sezione Coldiretti di Roncofreddo – è aumentato negli ultimi anni per la più elevata frequenza di eventi estremi e sfasamenti stagionali. Ho un’azienda agricola a Roncofreddo, con dodici ettari di terreno, e abbiamo avuto molti danni già a partire dalla grandinata del 20 aprile per concludere con quella di giovedì. I frutti danneggiati sono le albicocche, le pesche e le susine. Due giorni fa la grandine veniva giù forte, c’erano mucchi di ghiaccio nel terreno con chicchi grandi come una nocciola. Abbiamo subito una perdita di oltre metà del raccolto. La grandine ha massacrato i frutti, alcuni non sono più vendibili e verranno buttati, altri si vendono a un prezzo ridotto, anziché 3 euro al chilo si può arrivare a 80 centesimi o un euro. Nei primi tempi facevo l’assicurazione, ma ultimamente non l’ho rinnovata perché troppo cara". Nelle aziende agricole è allarme per contrastare i cambiamenti climatici. "Sono state colpite dalla grandine la zona di Cesena e Savignano – dice Antonio Bonelli responsabile territoriale della zona di Cesena e Savignano per Cia Romagna - è arrivata questa grandinata nel primo pomeriggio di giovedì che ha colpito la zona di San Vittore e San Carlo e poi si è protesa verso Montereale, Calisese, Longiano e Savignano sul Rubicone. Ha colpito i frutteti, come pesche albicocchi, susini ciliegi, e orticole come le zucchine. In alcune zone è stata danneggiata tutta la frutta. Il frutto colpito dalla grandine è considerato come scarto perché a livello visivo non è commerciabile. Bisogna vedere se è vendibile come prodotto di trasformazione. Una ventina di aziende dei nostri associati ci hanno contattato per segnalarci danni".

Tutta la prima collina del Cesenate è stata colpita dal maltempo. "Il danno causato dalla grandine di giovedì è molto grave – spiega un agricoltore socio di Confagricoltura – i chicchi di ghiaccio hanno colpito colture estensive e prodotti a foglia come spinaci. Il vento ha fatto cadere a terra tante olive, mentre il danno grosso l’hanno subito le pesche, le pere e le albicocche. La grandine non era molto grossa ma è stata fitta in mezzo a un diluvio d’acqua, non era grandine tagliente ma tondeggiante. Sono molti i produttori e gli agricoltori che lamentano un danno importante".