Il ’palazzo dei telefoni’ in attesa di risposte

L’edificio in centro storico classificato come "incongruo" nel Pug: il Comune spinge per la demolizione o la riqualificazione

Il ’palazzo dei telefoni’ in attesa di risposte

Il ’palazzo dei telefoni’ in attesa di risposte

Cos’è che non va in questo edificio? Tutto. E’ questa la risposta del Piano urbanistico generale (Pug), su uno dei beni immobili più noti di Cesenatico e davanti al quale ogni giorno transitano migliaia di persone residenti e anche turisti. È quello che tutti comunemente conoscono come il "Palazzo dei telefoni", costruito mezzo secolo fa, all’inizio degli anni ’70, quando non c’erano cellulari, non si utilizzavano ancora i computer e non esistevano i sistemi di comunicazione odierni. C’erano soltanto i telefoni fissi, quelli grigi a rotelle per intenderci, iniziati a produrre dalla Siemens negli anni ’60 e successivamente fabbricati per la Sip, l’allora Società italiana per le comunicazioni. Nel Pug del comune di Cesenatico è classificato come "edificio incongruo". Quando venne costruito affacciato sull’attuale parcheggio del Monte, era un palazzo moderno e venne subito chiamato dai cittadini "Palazzo dei telefoni" e "Palazzo Sip". La società lo utilizzava principalmente per il deposito di attrezzature, pezzi di ricambio, cavi e materiali vari utilizzati nella telefonia. Con il tempo è invece soltanto brutto e soprattutto non ha nulla a che fare con il centro storico successivamente riqualificato e piazza delle Conserve diventata uno dei più riusciti esempi di recupero della memoria del vecchio borgo di pescatori.

L’amministrazione fra le proposte non scarta quella di demolire l’edificio, per consentire la costruzione di un nuovo palazzo più basso a destinazione residenziale e senza la mastodontica antenna della telefonia mobile che svetta sul tetto, tanto utile per le ricezioni dei telefonini quanto impattante dal punto di vista visivo e ambientale. Da qualche anno il palazzo è stato acquistato da privati, anche se parrebbe tuttora utilizzato almeno in parte per il deposito di materiale telefonico. A stridere con il contesto del centro storico sono le sue dimensioni e per il futuro si parla di appartamenti, ma anche di uffici, destinazione a funzioni culturali, didattiche, ricreative, sportive, fieristiche, sanitarie pubbliche e private, studi professionali, attività commerciali e pubblici esercizi. In sostanza l’amministrazione sarebbe disposta a concedere varie alternative, pur di togliersi di torno questa figura imponente che tanto stona con il quartiere del Monte. Ora la parola spetta ai privati, perché toccherebbe ovviamente a loro investire per trasformare l’edificio incongruo in una bella e gradevole palazzina più consona al contesto. C’è dunque la possibilità che il futuro del "Palazzo dei telefoni", sia legato ad una trasformazione radicale, per trasformare il classico brutto anatroccolo in un bel cigno nel centro storico. Giacomo Mascellani