Il ritorno dell’assessora: "Il mio obiettivo?. La copertura totale dei servizi nelle scuole"

Elena Baredi ha ricevuto la stessa delega ricoperta quindici anni fa "Le materne sono gratuite e chi richiede l’accesso trova sempre risposta, ai nidi si deve migliorare. Più spese per i bambini con bisogni speciali".

Il ritorno dell’assessora: "Il mio obiettivo?. La copertura totale dei servizi nelle scuole"

Il ritorno dell’assessora: "Il mio obiettivo?. La copertura totale dei servizi nelle scuole"

di Andrea Alessandrni

Elena Baredi (approdata al Pd proveniente da Articolo 1 e da lustri di militanza a sinistra dei dem), è tornata a fare l’assessora alla scuola e ai servizi educativi come nella giunta Lucchi 1 (2009-2014) quando all’uscita di scena di Daniele Gualdi a metà mandato prese in carico anche la cultura. Si è dimessa già in campagna elettorale dalla presidenza di Asp (Associazione Servizi alla persona) ed è insegnante in aspettativa.

Assessora Baredi, alle comunali è stata la più votata sfiorando le mille preferenze. Le Cucine popolari di cui lei è stata soggetto promotore e propulsore hanno fatto da traino per la valanga di consensi alle urne?

"Le preferenze sono state moltissime e mi hanno fatto gran piacere. Non mi aspettavo questo risultato personale e il dato che più mi ha fatto piacere è che queste preferenze siano distribuite in modo omogeneo in tutta la città. Le Cucine Popolari sono una straordinaria esperienza che abbiamo portato in città riscontando grande favore. Io tuttavia sono una donna del Novecento che crede ancora che la politica sia un fatto plurale e collettivo, quindi più di tutto mi ha fatto piacere il risultato ottenuto dall’intera coalizione".

Qual è stato il suo primo atto appena entrata nell’esercizio delle funzioni di assessora?

"Ho iniziato il lavoro incontrando a tu per tu i dirigenti scolastici di ogni ordine e grado, dal nido alle superiori, andando nelle diverse sedi didattiche e presidenze per recepire le loro istanze e per per prendere visione di aule, laboratori, mense. Tutti mi hanno segnalato criticità, ma soprattutto hanno condivise le apprezzabili iniziative e sperimentazioni che portano avanti. Terminato questo primo giro di consultazioni, convocherò i dirigenti per un confronto comune".

Il suo è un ritorno all’antico: le è stato riassegnato l’assessorato alla scuola dieci anni dopo. Come lo ritrova dopo due legislature?

"Ritorno all’assessorato alla scuola, ai servizi educativi e alla formazione professionale dopo dieci anni rilevanti in cui a Cesena si è da un lato saputo valorizzare una tradizione e una cultura importanti e dall’altro si sono investite tante risorse ed energie. Penso alle scuole dell’infanzia e ai servizi dedicati ai bambini e alle bambine dai tre ai sei anni. Le abbiamo rese gratuite e oggi possiamo dire che tutti coloro che chiedono di poter entrare alle scuole dell’infanzia ottengono risposta".

La situazione è più complessa da gestire agli asili nido. Come è possibile per l’amministrazione comunale arrivare ad una copertura maggiore?

"C’è da fare un passo in avanti, per quel che riguarda gli asili nido. Abbiamo ancora domande che non riusciamo a corrispondere, ma sono certa di potermi porre l’obiettivo di una copertura quasi totale anche di esse nei prossimi anni. Il mio desiderio, la mia ambizione amministrativa è che ogni famiglia che chieda di poter accedere ad un servizio per l’infanzia trovi risposta. Nei prossimi anni completeremo la costruzione di sei sezioni di nido a San Vittore, Osservanza e Villa Chiaviche che amplieranno sensibilmente l’offerta".

Quali interventi realizzerà il Comune a favore degli scolari in difficoltà con i bisogni speciali?

"Non possiamo abbassare la guardia, è un tema che mi sta particolarmente a cuore come insegnante. Il Comune investe oltre due milioni per sopperire spesso ai tagli dello Stato nel sostegno e negli educatori che entrano nelle scuole a supporto di questi alunni. La scuola è il luogo per eccellenza dove si impara a stare insieme e si impara il rispetto: nessuno nelle nostre scuole deve restare indietro, io la definisco l’infrastruttura più necessaria".

Come possono migliorare i servizi extrascolastici che ha in capo?

"Il trasporto coinvolge 450 famiglie e produciamo oltre quattromila pasti al giorno: tutto è migliorabile impegnandoci a tener conto sempre di tutte e tre le componenti che interagiscono nella scuola: famiglie, insegnanti e alunni".

Quali sono i settori dei servizi educativi dove si riscontrano criticità e dove il Comune deve fare meglio?

"Ritengo che si possa operare meglio per quel che attiene la continuità educativa tra tutti gli ordini e gradi di scuola attraverso la messa a terra di una mappa della città educante capace di innescare dialogo e sinergie tra le diverse esperienze scolastiche. Un altro intervento necessario penso che consista nel conferire nuova linfa al Centro di documentazione educativa che ha bisogno di una rinnovata capacità di elaborazione per quel che riguarda soprattutto il settore della formazione degli insegnanti".