Cesena, 15 gennaio 2020 - Dopo il drammatico rogo di lunedì (foto e video), ieri, a resti ancora fumanti, è stato il giorno della verifica dei danni, della ricerca delle cause, ma soprattutto del colpo di reni per andare avanti. Marco Campomaggi e Caterina Lucchi del resto, come dimostra la loro storia, non mancano di grinta e ce la metteranno tutto anche questa volta.

Aggiornamento Un pasto caldo per i dipendenti

Le vampe dell’incendio scoppiato lunedì intorno alle 18,30 nell’ampia area produttiva dello stabilimento Campomaggi Caterina Lucchi a San Carlo, a pochi passi dalla Umbro Casentinese, del resto – che sarà comunque ingente – non metterà in ginocchio l’azienda che ha fatto delle sue creazioni in pelle, eleganti, coloratissime, un design di grande personalità che ha saputo farsi strada nel funambolico mondo della borsetteria.

Le fiamme altissime e minacciose hanno devastato la parte relativa allo stoccaggio delle merci, dove un carico di pelli era arrivato proprio lunedì. Proprio lì il fuoco si è acceso improvvisamente lunedì. Il magazzino è bruciato completamente , ma le fiamme non hanno potuto propagarsi (“grazie anche all’intervento immediato ed eccezionale dei vigili del fuoco“, chiarisce Campomaggi) allo stabilimento nuovo e al corpo dove è collocato l’outlet e lo showroom. Una fortuna che l’area produttiva sia distribuita su tre corpi.

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Ma l’azienda – che dà lavoro a 110 persone e chiude un fatturato annuo di poco meno di 40 milioni di euro – non si fermerà. Ieri, racconta emozionato Campomaggi, “ i dipendenti si sono presentati da soli al lavoro per dare una mano a ripulire e far tornare operativa la parte di produzione, salvatasi dalle fiamme, e io per questo non saprò mai come ringraziarli“.

Era pronta per la spedizione la produzione dell’ultimo mese (per un valore di almeno 2 milioni e mezzo di euro ) e, fortunatamente, non è andata in fumo come il materiale stoccato.

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“Or a dobbiamo ripartire e lavorare giorno e notte. Questi sono proprio i nostri mesi di consegna" dice Marco Campomaggi sconvolto, mentre racconta di essersi accorto dell’incendio quando è scattato l’allarme. Ha cercato immediatamente di azionare la manichetta antincendio ma è riuscito solo a spezzarsi un dito. Poi le fiamme sono esplose e l’odore di bruciato, poche ore più tardi, trascinato dal vento, si è propagato fino alle le vie del centro di Cesena dando la stura ad un susseguirsi di domande e alla condivisione di migliaia di messaggi video con il furioso rogo che, a conti fatti, ha distrutto almeno 4 mila degli 11 mila metri su cui si estende la produzione.
Allertato da una decina di messaggi, pressoché contemporanei, anche il sindaco Enzo Lattuca si è precipitato sul posto. "Sono rimasto lì due ore – dice Lattuca –.Volevo accertarmi di persona sugli sviluppo della situazione e testimoniare sia la mia solidarietà che la disponibilità del Comune ad effettuare il possibile. Ho notato che c’è stato ampio dispiegamento di forze, e dunque ringrazio la polizia, i carabinieri, i vigili urbani e i vigili del fuoco per il lavoro svolto. Fortunatamente nel rogo non sono risultate coinvolte in alcun modo persone. Ribadisco la nostra vicinanza all’impresa e la nostra solidarietà sia agli imprenditori che ai lavoratori, che ho visto soffrire insieme ai titolari dell’azienda. Daremo loro ogni supporto per ripartire“.

È alta tra i dipendenti , l’ansia per il futuro, mentre arrivano all’azienda e personalmente a Marco Campomaggi e a Caterina Lucchi le espressioni di solidarietà del mondo imprenditoriale. “ Torneremo più forti di prima " scrive sui social Pricci Group. "E’ un dolore grande che condividiamo con due stimati designer ma sopratutto con due persone speciali, con le quali abbiamo condiviso un sogno" annota Estro Concept.