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29 apr 2022

"Insegnanti no vax emarginati, debbono ritornare in classe"

Un gruppo di docenti della Provincia li vuole tutelare: "Sono rientrati al lavoro il 1° aprile, ma vengono tenuti lontani dagli allievi, in segreteria o con mansioni non confacenti. La penalizzazione può proseguire in autunno"

andrea alessandrini
Cronaca
Una lezione in una scuola superiore. I docenti non vaccinati rientrati in servizio non possono tornare a insegnare agli studenti
I docenti non vaccinati non possono tornare a insegnare agli studenti

Cesena, 29 aprile 2022 - I professori non vaccinati dal primo aprile sono rientrati al lavoro a scuola, ma non in classe e senza insegnare. Basta il tampone ma vanno evitati i contatti con gli studenti, troppo rischiosi. Lo ha disposto la direttiva ministeriale. Dopo le prime proteste per l’assegnamento ad altri incarichi è scattata a una mobilitazione da parte di un gruppo di insegnanti cesenati e forlivesi di scuole di ogni ordine e grado che si schierano al loro fianco. "Siamo sconcertati per le modalità secondo cui il Ministro dell’Istruzione ha riammesso al lavoro dei nostri colleghi – mette in luce la insegnante portavoce –, dopo mesi di sospensione senza alcuna retribuzione. Non sono rientrati in classe ma sono stati esclusi dal contatto con gli studenti e relegati a non ben definite attività di supporto all’istituzione scolastica".

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Alcuni dei docenti protestatari sono non vaccinati rientrati nei ranghi a insegnare i perché prendendo il covid si sono immunizzati e hanno potuto far rientro in classe, mentre ai colleghi il ritorno in cattedra è stata vietato. "A noi risulta – prosegue la requisitoria del gruppo di docenti – che siano stati destinati a lavori di segretaria e anche di messa in ordine di stanze e scantinati. Eppure questi docenti sono sottoposti a tampone e monitorati ogni 48 ore, a garanzia della sicurezza sanitaria dei loro contatti. Piuttosto, in questi mesi, abbiamo assistito nelle nostre scuole alla diffusione di contagi e alla manifestazione di focolai tra il personale scolastico che, secondo il nostro Gverno, avrebbe dovuto impedire il verificarsi di tali evenienze, in quanto considerato sicuro dal punto di vista sanitario e pertanto idoneo al contatto con gli alunni".

"L’allontanamento dei colleghi non vaccinati dalle loro classi per garantire la salute degli studenti - prosegue la protesta degli insegnanti - appare un’argomentazione alquanto fragile. Questa misura corrisponde più a un atto punitivo verso il docente che ha scelto di disobbedire, il cui comportamento viene valutato per tale ragione diseducativo".

"Vorremmo sottolineare – mette ancora in luce il gruppo di docenti – che i colleghi inadempienti hanno fatto ciò che forse noi non abbiamo avuto il coraggio di fare: opporsi a una tessera verde, irrilevante dal punto di vista sanitario ma capace di impedire il diritto al lavoro e l’accesso a molti servizi e luoghi pubblici, impedendo l’esercizio delle libertà personali. Chiediamo dunque che i colleghi demansionati possano tornare immediatamente in cattedra per esercitare la loro professione, anche se per quest’anno scolastico temiamo sia molto difficile". Al loro posto sono impiegati supplenti. La preoccupazione si estende anche al prossimo anno scplastico. "Se verrà richiesta una quarta dose per far fronte a nuove ondate di Covid – conclude la portavoce - ci sarà chi non vorrà farsi vaccinare è potrà così prolungarsi questa situazione che noi riteniamo una ingiusta discriminazione".

 

 

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