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11 mag 2022

"Invito quelli che non la indossano a distanziarsi dalle panche"

Don Filippo Cappelli, parroco di Budrio. "La chiesa è grande e ci si può isolare, specie durante le liturgie più frequentate"

Don Filippo Cappelli, parroco di Budrio
Don Filippo Cappelli, parroco di Budrio
Don Filippo Cappelli, parroco di Budrio

Anche Don Filippo Cappelli parroco di Budrio, Badia e Crocetta ha salutato dal primo dal 1° maggio l’allentamento delle restrizioni in chiesa, per le funzioni religiose e anche per le attività di catechesi parrocchiale.

Come si stanno comportando le i fedeli, ora che il divieto non esiste più in luogo di una sia pur calda raccomandazione?

"Di solito i fedeli hanno buon senso e mostrano responsalilità, o quanto meno è ciò che ho notato nelle chiese della mia unità parrocchiale in questi primi dieci giorni di maggio. Visto che non c’è più il distanziamento tra le panche bisogna tuttavia fare attenzione: la domenica che è stata celebrata la messa del sacramento di Prima Comunione con la chiesa di Budrio che esplodeva, ma anche durante le messe ordinarie domenicali in cui le persone sono tornate a sedersi una accanto all’altra nelle panche come avveniva prima del Covid, chiedo ai fedeli all’inizio della messa con la massima gentilezza possibile di indossare la mascherina per rispetto degli altri. Noto che non c’è bisogno di insistere, la stragrande maggioranza la indossa".

C’è chi non si adegua, magari qualche no vax che non risponde positivamente alla raccomandazione?

"I fedeli indossano la mascherina con molta serenità e finora non ho avuto problemi da gestire. Ritengo che ci siano molti che si sentono più tranquilli e protetti, visto che il Covid, anche se fa molti meno danni, in effetti circola ancora. Poi è chiaro che se c’è qualcuno che presenta difficoltà di qualche tipo, oppure non ha con sé la mascherina, si approfitta del fatto che nelle chiese c’è la possibilità di isolarsi e distanziarsi: ci sono degli ambulacri con spazi molto ampi dove chi è senza mascherina viene invitato a spostarsi si sposta in una situazione di magggior sicurezza per tutti".

Siamo al preludio di una ritrovata normalità del culto?

"Questo è ancora presto per dirlo, aspettiamo e vediamo come procederà la situazione. Le acquasantiere sono ancora vuote e la pace ce la si scambia col sorriso o un inchino. Ribadisco che allo stato attuale secondo me le persone capiscono qual è il modo più opportuno di comportarsi e non mi risulta che ci sia chi non frequenta la messa perché le mascherine sono ancora raccomandate. Sta a noi sacerdoti avere flessibilità, capire il contesto, chiedere quando ci sono difficoltà o si viene a creare una situazione di un assembramento di indossare, ma sempre con un approccio familiare e garbato che sta alla sensibilità di noi preti attuare".

Don Cappelli, il calo delle restrizioni può favorire anche una ripresa della presenza dei fedeli alle liturgie che stando ai dati, durante il periodo del Covid ,si è abbassata in maniera notevole?

"L’allentamento delle restrizioni può essere una condizione che favorisce una maggiore partecipazione, in particolare per quel che riguarda gli anziani, tra i più fedeli alle liturgie ma anche quelli più frenati nei movimenti dalla pandemia, a salvaguardia della propria incolumità".

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