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16 mar 2022

La cattedrale che ispirò Ennio Morricone

L’esecuzione della composizione dedicata ai mille anni del monumento nel film di Tornatore

elide giordani
Cronaca

di Elide Giordani

Alle immagini del maestro che dirige sullo sfondo di una severa basilica romana si leva un vago brusio nel buio della sala sommersa dalla magnificenza della musica che è la colonna sonora travolgente del film che il regista Giuseppe Tornatore ha dedicato al più grande compositore di musica da film del ‘900, Ennio Morricone, premio Oscar scomparso a luglio 2020. Quelle immagini, per alcuni - non per tutti poiché il brano non è così facilmente riconoscibile e per nulla popolare - rimandano ad uno degli avvenimenti di maggiore portata culturale e storica del nostro territorio: il Millenario della cattedrale di San Vicinio a Sarsina culminato il 25 agosto del 2008. Per quella eccezionale occasione, per la quale il pontefice aveva concesso un Anno Santo straordinario, al Maestro fu chiesto di comporre una musica dedicata che potesse, come il suo genio era stato capace di fare in infinite occasioni, trasportare in musica le emozioni delle migliaia di anime che nel secolo della sua intensa storia hanno colmato di vita un monumento di immensa popolarità. Nel film, che il regista Tornatore ha intitolato semplicemente "Ennio" (in visione in questi giorni al Cinema Eliseo), le immagini dedicate alla Basilica del santo taumaturgico del collare, sono brevi e rapide, ma impossibili da non cogliere, soprattutto per chi nel giorno della prima esecuzione di "Vuoto d’anima piena" era presente nella basilica. Una musica solenne, che trasporta in alto e porta la cifra indistinguibile del grande Maestro, nato per la composizione classica - come racconta il film in un montaggio perfetto che cede inevitabilmente alla musica ma non trascura la biografia di un uomo che si commuove spesso e sa commuovere - ma che si trovò, quasi suo malgrado, a comporre musiche da film indimenticabili. Composizioni così pervasive da diventare colonna sonora di un’intera epoca.

Molte di queste sono semplicemente nella nostra testa e spesso non ricordiamo che siano di Morricone che non disdegnò neppure l’arrangiamento di brani popolari, come alcune popolarissime canzoni cantate da Gianni Morandi. "Vuoto d’anima piena", a seguito del quale Morricone divenne cittadino onorario di Sarsina, è una cantata per coro, orchestra da camera, pianoforte e flauto, su testo di Francesco Melis, sicuramente di minore impatto rispetto ad alcune delle indimenticabili melodie composte da Morricone. Non risulta, peraltro, che sia spesso in esecuzione, ma Tornatore non ha voluto dimenticare anche quella straordinaria occasione che portò il Maestro a immaginare in musica un evento singolare, che non deve essergli capitato altre volte.

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