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8 mag 2022

"La famiglia è il mio lavoro a tempo pieno"

La storia di Paola Brasini che 7 anni fa ha lasciato il suo posto in banca: "Mi occupo della casa, di mio marito e dei figli senza orari"

elide giordani
Cronaca
Paola Brasini, 56 anni, qualche anno fa ha lasciato il suo posto di lavoro in banca
Paola Brasini, 56 anni, qualche anno fa ha lasciato il suo posto di lavoro in banca
Paola Brasini, 56 anni, qualche anno fa ha lasciato il suo posto di lavoro in banca

di Elide Giordani

Una famiglia "pesante", la necessità di affrontare impegni di cura onerosi e difficilmente delegabili, il lavoro che traballa sotto il peso di una crisi, e in poco tempo si finisce risucchiate tra le pareti domestiche. Il femminile è d’obbligo: succede alle donne. Solo a loro capita di tornare casalinghe. Una condizione lavorativa a tutti gli effetti, che, però, non gode di stipendio, di ferie, di scatti d’anzianità, di prestigio sociale. Fortunatamente c’è anche chi se ne fa una ragione e imposta nuovamente la propria vita - benchè nella maggior parte dei casi il reflusso domestico è un vulnus sia per le donne che per la società - realizzandosi nel ruolo di madre e moglie. E’ il caso di Paola Brasini che, nell’occasione della Festa della Mamma, la sua storia la racconta così.

Paola, come mai ha lasciato il suo posto di lavoro?

"Ho lavorato per 25 anni senza mai pensare di lasciare la banca per la quale lavoravo fino a quando, sette anni fa, l’istituto è fallito e come altre colleghe mi sono trovata a decidere, tra molte difficoltà poiché quella crisi avrebbe pesato anche sulle nostre carriere, se restare o licenziarmi. Ho ragionato con mio marito ed abbiamo stabilito insieme che era più semplice per tutti se fossi tornata ad occuparmi della casa e dei figli, che oggi hanno 18 e 21 anni e ancora hanno bisogno di me".

Le è pesata quella decisione?

"Devo ammettere che lavoro mi piaceva, se non altro per il contatto con il pubblico, ho anche seguito percorsi interessanti, ma dedicarmi ai figli, che erano ancora adolescenti, mi ha dato una forte motivazione. Spinta corroborata dal fatto che mi liberavo dalla tensione che la crisi della banca aveva inevitabilmente comportato anche per me. E’ stata una scelta derivata da una difficoltà ma non me ne sono pentita".

Non ha più pensato di cercare un altro lavoro?

"Mi sono ritrovata a stare bene così, occupandomi delle persone a cui voglio bene, ossia i miei figli, mio marito ed ora anche mia madre, che ha problemi di salute. Se dovessi lavorare non potrei risolvere alcuni problemi che ancora oggi caratterizzano la loro vita".

E se le capitasse?

"Qualche anno fa l’avrei accettato, ora non più. Ho 56 anni e accetterei solo un part time, ma non è che il lavoro si trova tanto facilmente. Sono fortunata a potermi permettere questa condizione".

Non le pesa la mancanza di autonomia economica?

"Mio marito è stato bravo, mai mi ha fatto pesare questa condizione, benché precedentemente fosse orgoglioso del mio ruolo in banca. Del resto è stata una decisione presa insieme. Oggi, qualche volta, collaboro con la sua attività di imprenditore e per questo sono grata al percorso lavorativo e di formazione che ha potuto seguire in precedenza. Prima della banca ho lavorato anche con un commercialista. E’ come stare ancora un po’ nel mondo del lavoro".

La sua famiglia apprezza la sua disponibilità?

"Sì, anche se mio figlio gradirebbe di non avermi sempre a casa…".

Come festeggerà oggi la Festa della mamma?

"Andremo tutti insieme nel ristorante dove lavora mia figlia. Ci sarà anche mia madre e festeggeremo anche lei".

Si aspetta qualche regalo o dei fiori?

"Può essere… In ogni caso i miei figli mi hanno sempre sorpreso con dei bellissimi biglietti".

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