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17 mar 2022

La guerra in Ucraina, se ne parla questa sera al circolo Arci di Borella

Programma stravolto per affrontare un tema così d’attualità con il professor Marco Valbruzzi dell’Università di Napoli

Marco Valbruzzi è docente all’Università “Federico II” di Napoli
Marco Valbruzzi è docente all’Università “Federico II” di Napoli
Marco Valbruzzi è docente all’Università “Federico II” di Napoli

Nel salone del Circolo Arci di Borella di Cesenatico, questa sera alle 20.45 si terrà l’ultimo appuntamento del ciclo di incontri dedicati a temi di interesse sociale e politico. Il professore Marco Valbruzzi, docente dell’Università ’Federico II’ di Napoli, introdurrà l’argomento ’La guerra in Ucraina. Cuore caldo, mente fredda’. Si parla di attualità, con tanto di programma della serata stravolto, per cercare di capire una cosa incredibile ma possibile, cioè che le guerre di questi ultimi trent’anni, dalla ex-Jugoslavia, all’Iraq, all’Afghanistan, alla Siria e alla Libia, solo per citarne alcune, oltre ai milioni di rifugiati e di persone in fuga non più in grado di poter vivere, lavorare e costruire un futuro per le proprie famiglie, non sono sufficienti per comprendere che dobbiamo uscire da questo schema, dove la guerra è ancora considerata un’opzione. Dopo due anni di pandemia causata dal Covid 19, con milioni di morti nel mondo e una grave crisi economica, dopo una grande crisi ambientale dovuta al riscaldamento globale causata dal emissioni di gas prodotti dall’attività umana con tutte le conseguenze pericolose che ne derivano, adesso stiamo vivendo una nuova guerra che potrebbe farci scivolare verso lo scenario peggiore, che è il nucleare.

Sono tante le voci autorevoli per dire no alla guerra in Ucraina, come quella di Papa Francesco, di politici e associazioni a livello nazionale e internazionale, tuttavia Putin non ferma l’armata russa. Nel corso della serata Valbruzzi affronterà il tema su cosa si può mettere in campo per il cessate il fuoco e per salvare la popolazione ucraina, come ad esempio costruire ponti con la popolazione russa che non vuole questa guerra ed è sempre più povera.

g.m.

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