La lettera di Francesco al vescovo: "Fate conoscere l’esempio di Pio VII papa coraggioso e uomo di pace"

Bergoglio ha scritto per sostenere le celebrazioni del bicentenario di morte dell’insigne predecessore. Monsignor Regattieri ha letto la missiva durante il convegno dedicato al pontefice Barnaba Chiaramonti.

La lettera di Francesco al vescovo: "Fate conoscere l’esempio di  Pio VII papa coraggioso e uomo di pace"

La lettera di Francesco al vescovo: "Fate conoscere l’esempio di Pio VII papa coraggioso e uomo di pace"

L’anno chiaramontiano, aperto il 20 agosto scorso e che si concluderà lo stesso giorno dell’anno prossimo per celebrare il bicentenario della morte di Pio VII, al secolo Barnaba Chiaramonti, si arricchisce di un insigne sigillo: la lettera che papa Francesco ha inviato al vescovo della diocesi di Cesena-Sarsina monsignor Douglas Regattieri, una sorta di imprinting delle celbrazioni in pieno corso.

Ne ha dato lettura ieri mattina lo stesso vescovo monsignor Regattieri ieri mattina in un consesso pubblico alla Biblioteca Malatestiana, durante il convegno internazionale nell’ambito delle celebrazioni per i duecento anni dalla morte del pontefice della casata cesenate che fu prigioniero di Napoleone.

Nella lettera al vescovo Regattieri papa Bergoglio definisce il suo predecessore "pastore coraggioso e difensore premuroso della Chiesa" e aggiunge di voler consegnare ai fedeli della diocesi di Cesena-Sarsina e a alla nostra chiesa locale "il compito di far conoscere in maniera adeguata la vita e l’opera pastorale di questo apprezzato successore dell’apostolo Pietro, vostro amato concittadino, affinché possa suscitare - aggiunge il pontefice - la medesima passione a servizio del prossimo e dell’edificazione di una società armoniosa, e indicare la pace come cammino di speranza, di dialogo rispettoso e di cristiana riconciliazione".

"Nel rileggere la vita di questo venerato predecessore – prosegue il papa – personalità di profonda fede, mitezza, umanità e misericordia, che si distinse per competenza e prudenza di fronte a chi impediva la Libertas Ecclesiae, affiorano sentimenti di gratitudine e ammirazione per l`eredità spirituale lasciata e la franchezza evangelica con cui ha sostenuto le difficili prove durante i ventitré anni di pontificato. Malgrado i tumulti politici e sociali che hanno segnato quel secolo,– rimarca papa Francesco - egli, abbandonandosi fiducioso alla volontà di Dio, ha accolto l’umiliazione dell’esilio con esemplare docilità, offrendo tutto al Signore per il bene della Chiesa".

Nel convegno internazionale all’aula Pïana si è puntata l’attenzione sulle svolte del pontificato chiaramontiano. Tre teloni gemelli sono stati collocati sulla facciata della cattedrale di Cesena, alla basilica di Santa Maria del Monte e sulla facciata della Biblioteca Malatestiana per ricordare la celebrazione del bicentenario che si concluderà il 20 agosto 2024 all’abbazia del Monte.

Andrea Alessandrini